☳ Polpette 46

Polpette è una newsletter settimanale sul cambiamento, incentrata sull’emergenza climatica, l’avvento della piena automazione, il secolo dell’Asia, le nuove tecnologie. Ma anche letteratura, cinema, una ricetta di polpette e un gadget alla settimana. Polpette esce alla domenica pomeriggio. Ti iscrivi gratis a vanz.substack.com e se ti piace la diffondi su twitter, facebook o linkedin (grazie)


per quanto il tasso di mortalità di 2019-nCoV sia per fortuna bassino, e chi è in buona salute probabilmente non abbia troppo da temere, visitare lo Hubei, la regione di Wuhan, in queste settimane purtroppo non è possibile.

possiamo però, un po’ per curiosità e un po’ per solidarietà, farci in casa le polpette dello Hubei! che sono polpette mari e monti, cioè composte di carne e pesce, e secondo gli abitanti dello Hubei “sono le migliori che ci siano”.

ma non è tutto! sono anche più famose le polpette di riso glutinoso dello Hubei (dette pearl meatballs), fatte con lo sticky rice!*

(*lo sticky rice è una ricetta thailandese: si tratta di un riso particolarmente appiccicoso imbevuto di latte di cocco e, servito insieme al mango fresco, è una roba che mammamia).


여기는주의 미트볼입니다:

ecco le Polpette di oggi è scritto in coreano, perché anche la Corea del Nord ha il suo contagiato, ed entra quindi nella modernità.

– microbescope: la mappa interattiva dei virus

– la Città Proibita come non te l’hanno mai raccontata

– i film più interessanti del Sundance sono diretti da donne?

– maschio, guarda il comportamento predatorio e sentiti a disagio 

– come imparare ad ascoltare gli altri e perché è così importante

– Coronavirus Wuhan diary: Living alone in a city gone quiet

– come è il sole da DAVVERO vicino?

– da dove comincio a leggere la letteratura cinese?

– è stata una AI a ipotizzare per prima l’esistenza del nuovo coronavirus

– il sondaggio di gradimento del manageriato

– vuoi vedere l’Islanda? ci pensano i Sigur Rós

– i prodottini del vanz: la biancheria da letto in bambù (wot?)


microbescope: la mappa interattiva dei virus

è una figata, in questi tempi, il grafico interattivo che mappa tutti i virus e i batteri pericolosi per l’uomo in base alle due qualità più importanti (per noi umani) di un virus: la letalità e la facilità di diffusione.

selezionando per virus/airborne si capisce perché fino almeno alla mia generazione ci hanno tutti vaccinati per il vaiolo. e che con l’aviaria l’abbiamo scampata bella.

(NB: se arriva qualcosa con trasmissione aerea che sta nei due quadranti in alto a destra, siamo probabilmente fottuti)


(tra mancato contenimento dell’epidemia e morte del medico che aveva denunciato ed era stato punito, Bill Bishop su Sinocism sostiene che il contratto sociale tra Partito e Popolo cinese sia oggi in discussione più di quanto sia mai successo negli ultimi decenni. poiché la stabilità del sistema dipende da questo contratto sociale, forse, finito tutto, Xi dovrà chiedere scusa?)


la Città Proibita come non te l’hanno mai raccontata

costruita tra il 1406 e il 1420, fu il palazzo imperiale delle dinastie Ming e Qing e centro cerimoniale e politico del governo cinese. copre 72 ettari nel centro di Pechino e ha 4 porte di accesso, una delle quali dà su piazza Tiananmen, con un bel ritrattone del Grande Timoniere.

tutto quello che desideri sapere sulla Città Proibita te lo racconta visivamente questo speciale infografico di China Morning Post.


per The Atlantic i film più interessanti del Sundance sono diretti da donne

anche a me capita sempre più spesso che “I realized I had yet to watch a film directed by a man“. mi è successo di recente con le mostre che ho visto a Helsinki quest’anno. non so che conclusione trarre se non che forse finalmente il soffitto di cristallo si sta sgretolando (e se è così, a quale singolo evento possiamo attribuire il merito, se non il #metoo?) (negli USA, ovviamente, ché da noi è roba diversa).

del cinema indie femminile al Sundance parla questo pezzo, poi potrai fare del tuo meglio per recuperare Zola di Janicza Bravo, Never Rarely Sometimes Always di Eliza Hittman e Dick Johnson Is Dead di Kirsten Johnson, consigliati da The Atlantic.


ecco cos’è il comportamento predatorio: guarda e sii a disagio

se una serie TV è ambientata in uno studio televisivo è difficile che riesca a sfuggirmi, ma raramente vedo cose importanti quanto l’episodio 8 di una ottima serie TV intitolata The Morning show (grazie, Spiff), ambientata negli studi di un programma di news negli USA durante la stagione del #metoo.

l’ottavo episodio della prima stagione è una roba che tutti i maschi dovrebbero vedere, perché è la rappresentazione di cosa sia il comportamento predatorio: di come la sopraffazione non sia quasi mai violenta ma gradualmente persuasoria, di come si avvantaggi di dinamiche di potere, di come sia necessario capire dove sta la linea tra un atto consensuale e uno psicologicamente forzato, e di come il sistema copra questi comportamenti.

The Morning Showè solo su Apple TV ma puoi vederlo a sbafo, se vuoi, prendendotene le responsabilità (e finché dura) nel primo risultato di questa ricerca su Duckduckgo.

in The Morning Show Jennifer Aniston fa un lavorone, il personaggio più positivo è interpretato da Reese Witherspoon, ma Cory Ellison, il megamanager amante della disruption e del caos creativo interpretato da Billy Crudup, è il mio nuovo personaggio maschile preferito.


perché è così importante imparare ad ascoltare gli altri

It’s rare that people don’t interrupt and shift conversation to themselves.

In many ways, we have been conditioned not to listen. Online and in person, it’s all about defining yourself and shaping the narrative. 

But listening is arguably more valuable than speaking. It is by listening that we connect, comprehend, co-operate, empathise and develop as human beings.

Listening means paying attention to how people say what, and what they do while they are saying it, in what context, and how what they say resonates within you.

Listening starts with an openness and willingness to truly follow another person’s story without presumption or getting sidetracked by what’s going on in your own head.

Everyone is interesting if you ask the right questions. If someone seems dull or uninteresting, it’s on you. 

The more people you listen to, the more aspects of humanity you will recognise and the better your judgements, instincts and intuitions.

Sul Guardian.


Coronavirus Wuhan diary: living alone in a city gone quiet

leggere i racconti delle persone in mezzo ai guai fa spesso uno sgradevole effetto di voyeurismo, ma questo breve diario di Guo Jing da Wuhan ha una notevole efficacia, nel sintetico pragmatismo tipico della narrazione cinese. come si vive in una città in quarantena.

qui invece il racconto di Jane Zhang, giornalista professionista, per il South China Post.


come è il sole da DAVVERO vicino?

woah. grosso. giallo. caldo. turbolento. stranamente cellulare.


“da dove comincio con la letteratura cinese?”

la Cina (中国, “Zhōngguó“, letteralmente “Regno di mezzo“) è una nazione di un miliardo e mezzo di abitanti con qualcosa come 4.500 anni di storia: non mi puoi fare ‘sta domanda. ti posso però dire che nel 2019 io ho letto:

La montagna dell’anima di Gao Xingjian, Nobel per la letteratura nel 2000
(670 pagine, ma che van giù come l’acqua, ottimamente tradotte da Mirella Fratamico)

China in ten words e Il settimo giorno di Yu Hua, “cresciuto nel complesso ospedaliero di Haiyan, proprio davanti all’obitorio”.

A modo nostro di Chen He, attore di serie Tv rosa cinesi.

Beijing story di Tonghzi, pseudonimo di anonimo, un raro caso di letteratura gay in Cina.

Il paese dell’alcol di Mo Yan, Nobel per la letteratura 2012

(oltre a tutto Liu Cixin, che però è fantascienza, ma è la più bella sorpresa di fantascienza da molti anni).


è stata una AI a ipotizzare per prima l’esistenza del nuovo coronavirus

qui c’è la storia, raccontata da Wired
, di come BlueDot, un software di AI canadese, abbia per primo lanciato l’allarme su 2019-nCoV.

BlueDot è addestrato ad analizzare in machine learning i segnali della comparsa di un virus attraverso l’analisi di grandi quantità di fonti (news, paper, comunicati ufficiali). analizzando anche i dati sui biglietti aerei è riuscito a prevedere dove sarebbe “saltato” il virus (Bangkok, Taipei e Tokyo).

una evidente dimostrazione di come i big data possano aiutarci a prevenire i disastri che gli umani non sanno prevedere perché non hanno modo di processare e dare un senso a enormi quantità di dati apparentemente irrilevanti.



il sondaggio di gradimento del manageriato

ovvero le domande che secondo Google dovresti mettere nel sondaggio per valutare le tue qualità come managergood luck.



vuoi vedere l’Islanda? ci pensano i Sigur Rós

un tour delle strade costiere islandesi di 1.332 km, girato in soggettiva.
colonna sonora: una versione di 9 ore di Óveður.


l’arrivo di un treno in HD 4K

qualcuno ha fatto l’upscale in 4K del superclassico corto L’Arrivée d’un train à La Ciotat dei Fratelli Lumière del 1985 (che no, non è la prima pellicola della storia del cinema) ed è impressionante. fino a poco fa aumentare la risoluzione di un filmato non sembrava possibile poiché non si riusciva a aggiungere informazioni che non erano presenti in origine.

oggi riusciamo a (spiegazione cialtrona) addestrare una rete neurale a tirare a indovinare le informazioni mancanti, premiandola quando le azzecca giuste.

l’autore: “Some articles they are crediting me for having done something unique, but in my opinion this is unfair. Anyone can repeat this process with algorithms that are currently published on Github; all of them are in the video description“.


poi l’hanno anche colorato

https://youtu.be/EqbOhqXHL7E


il risultato è impressionante se paragonato all’originale non aumentato

https://youtu.be/1dgLEDdFddk

i prodottini del vanz: la biancheria da letto in bambù

oh io queste non le ho provate anche perché costicchiano, ma dice che se non dormi nelle lenzuola di bambù non sei nessuno. e io che ero ancora fermo al cotone egiziano.

poi, se soffri d’ansia o semplicemente ti piace, c’è anche la “coperta ponderata“, che ti pesa addosso, da 7 fino a 30 chili. sembra paradossale ma pare che il peso addosso (ovvero la “terapia di stimolazione a pressione profonda”) dia conforto agli ansiosi. e anche a molti altri, pare.


desperate times, desperate behaviors


e poi vabbé, questo. che è persino troppo.

https://youtu.be/AnhzGUcENWo

immagine della testata disegnata da olllikeballoon

la scrittura di questa newsletter avviene abitualmente in modalità carbon-free, con il 100% di energia rinnovabile e socialmente sostenibile fornita da ènostra.

I social media come canale di vendita per le scuole di formazione

Mi capita spesso di fare formazione sull’uso di Internet, social media ed e-mail per il marketing delle piccole e medie imprese, in centri di formazione professionale che a loro volta NON usano social media, Internet ed e-mail per promuovere i loro corsi. A volte non hanno nemmeno il profilo compilato su Google e Google Maps.

(È vero che spesso i centri di formazione delle associazioni di categoria hanno già un accesso diretto alle aziende che servono, ma ci sarebbe forse da chiedersi se non sarebbe il caso che chi afferma l’utilità di una cosa poi dimostri anche di usarla).

Ma la domanda importante è soprattutto: ne trarrebbero vantaggio? Sito, social media e newsletter strutturate servono alla scuola di formazione come veicoli di vendita dei corsi?

Sì, e le ragioni sono le stesse per cui servono alle altre aziende: non tutti i nostri clienti sono raggiungibili attraverso gli stessi canali. C’è chi usa la mail e non i social, c’è chi cerca su Facebook e non su Google, c’è chi è sepolto di mail e segue più volentieri le pagine Facebook o, più di recente, i profili Instagram.

Altre buone ragioni sono:

●  Indicizzare i propri corsi sulla social search di Facebook aiuta ad aumentarne la visibilità presso un pubblico più ampio. Non si sa mai da dove possa arrivare un cliente, magari vedendo l’adesione di un conoscente a un evento Facebook di formazione, o il commento di un amico su una pagina Facebook. Inoltre si apre la possibilità dei post sponsorizzati su Facebook e Instagram, un modo di acquisire visibilità che ha costi contenuti e buona efficacia.

●  Una newsletter ben impaginata migliora la leggibilità del contenuto e la sua comprensibilità. Inoltre usare un sistema professionale di invio newsletter aiuta a evitare di finire nella cartella spam di chi la riceve, e di finire con il proprio indirizzo mail nelle liste degli spammer (inconveniente poco noto e visibile, ma reale: se le vostre mail non arrivano a destinazione questa può essere una causa).

●  L’uso dei social media, inoltre, ha un effetto di fidelizzazione del proprio pubblico. Una pagina Facebook e un profilo Instagram che forniscono contenuti utili e di qualità possono migliorare molto sia la visibilità dei contenuti presso il pubblico che l’attenzione, l’interesse e la percezione della nostra realtà formativa presso le aziende che ci seguono (o, ancora meglio, che ancora non ci conoscono).

L’invito quindi è: quando organizzate un corso che prevede lezioni sul social media marketing, venite a seguirle come osservatori. Vi garantisco che imparerete cose che potrete poi mettere a frutto nel vostro lavoro quotidiano.