i candidati agli Oscar più votati di tutti i tempi

ho preso i primi tre film candidati agli oscar di ogni anno dal 1940 a oggi e ho fatto la media dei loro voti su Imdb e Rotten Tomatoes.

ne è uscito un quadro, che trovo moderatamente interessante, di come il pubblico ha giudicato il cinema hollywoodiano nominato agli Oscar nei decenni.

i titoli dei film sono linkati alla scheda su JustWatch così scopri con un click dove puoi vederli

I 5 film più votati per ogni decennio

1940s
Casablanca (1943) – (9,2)
Citizen Kane (1941) – (Quarto potere) – (9,15)
The Treasure of the Sierra Madre (1948) – (Il tesoro della Sierra Madre) – (9,1)
The Heiress (1949) – (L’ereditiera) – (9,1)
Rebecca (1940) – (Rebecca – La prima moglie) – (9,05)

1950s
12 Angry Men (1957) –  (La parola ai giurati) – (9,45)
Witness for the Prosecution (1957)  – (Testimone d’accusa) – (9,2)
Sunset Boulevard (1950) – (Viale del tramonto) – (9,1)
All About Eve (1950) – (Eva contro Eva) – (9,05)
On the Waterfront (1954) – (Fronte del porto) – (9)

1960s
Dr. Strangelove (1964) – (Il dottor Stranamore) – (9,1)
Lawrence of Arabia (1962) – (Lawrence d’Arabia) – (9,05)
Mary Poppins (1964) –  (8,9)
The Hustler (1961) – (Lo spaccone) – (8,9)
The Apartment (1960) – (L’appartamento) – (8,8)

1970s
The Godfather (1972) – (Il padrino) – (9,5)
The Godfather II (1974) – (Il padrino – Parte II) – (9,35)
Apocalypse Now (Apocalypse Now) – (9,1) (qui la versione Redux da 3h 15’)
Chinatown (1974) – (9,05)
The Last Picture Show (1971) – (L’ultimo spettacolo) – (9,0)

1980s
Raiders of the Lost Ark (1981) – (I predatori dell’arca perduta) – (8,95)
Amadeus (1984) – (8,8)
E.T. the Extra-Terrestrial (1982) – (E.T. – L’extra-terrestre) – (8,8)
Raging Bull (1980) – (Toro scatenato) – (8,8)
The Right Stuff (1983) – (Uomini veri) – (8,7)

1990s
Schindler’s List (1993) – (9,3)
Goodfellas (1990) – (Quei bravi ragazzi) – (9,15)
The Shawshank Redemption (1994) – (Le ali della libertà) – (9,15)
The Silence of the Lambs (1991) – (Il silenzio degli innocenti) – (9,1)
L.A. Confidential (1997) – (9,05)

2000s
Lord of the Rings The 2 Towers (2002) – (Il Signore degli Anelli Le 2 torri) – (9,1)
Lord of the Rings Return of the King (2003) – (Signore degli Anelli Ritorno del re – (9,1)
Up (2009) – (9)
Lord of the Rings: Fellowship of the Ring (2001) – (Signore degli Anelli La compagnia dell’Anello) – (8,95)
The Departed (2006) – (The Departed – Il bene e il male) – (8,8)

2010s
Parasite (2019) – (9,25)
Toy Story 3 (2010) – (9,05)
Mad Max: Fury Road (2015) – (8,9)
Spotlight (2015) – (Il caso Spotlight) – (8,9)
Whiplash (2014) – (8,9)

I 20 film con i voti più alti dal 1940 a oggi, in ordine di voto 

The Godfather  (Il padrino) – (9,5)
12 Angry Men (La parola ai giurati) – (9,45)
The Godfather II (Il padrino – parte II) – (9,35)
Schindler’s List – (9,3)
Parasite – (9,25)
Casablanca – (9,2)
Witness for the Prosecution (Testimone d’accusa) – (9,2)
Citizen Kane (Quarto potere) – (9,15)
Goodfellas (Quei bravi ragazzi) – (9,15)
The Shawshank Redemption (Le ali della libertà) – (9,15)
The Treasure of the Sierra Madre (Il tesoro della Sierra Madre) – (9,1)
The Heiress (L’ereditiera)- (9,1)
Sunset Boulevard(Viale del tramonto) – (9,1)
Dr. Strangelove (Il dottor Stranamore) – (9,1)
Apocalypse Now (Apocalypse Now) – (9,1) (qui la versione Redux da 3h 15’)
The Silence of the Lambs (Il silenzio degli innocenti) – (9,1)
Lord of the Rings: The Two Towers (Il Signore degli Anelli Le due torri) – (9,1)
Lord of the Rings: The Return of the King (Signore degli Anelli Il ritorno del re) – (9,1)
Rebecca (Rebecca – La prima moglie) – (9,05)
All About Eve (Eva contro Eva) – (9,05)

Il voto medio per decennio
1940s – 8,56
1950s – 8,28
1960s – 8,32
1970s – 8,64
1980s – 8,15
1990s – 8,47
2000s – 8,43
2010s – 8,68

Il grafico del voto medio dei migliori film dei singoli decenni

(courtesy of Gaspar Torriero)

il problema del troppo lavoro non si risolve lavorando di più

la teoria di economia ambientale detta Paradosso di Jevons afferma che

aumentare l’efficienza di una risorsa fa aumentare il consumo di quella risorsa.

per quanto controintuitiva, è la ragione per cui è dimostrato che costruendo nuove strade o nuovi parcheggi il traffico non diminuisce ma aumenta: la disponibilità di più strade, di più parcheggi, induce nuova domanda.

se applichiamo il Paradosso di Jevons alle dinamiche professionali, dove la risorsa in questione è il nostro tempo, otteniamo una spiegazione del perché in un’organizzazione complessa lavorare con efficienza non fa finire prima il nostro lavoro, ma attira solo nuovo lavoro (più mail, più riunioni, più richieste di aiuto da parte dei colleghi meno efficienti).

questo avviene complice il fatto che le persone tendono a non lavorare in ottimizzazione dei tempi, ma a occupare tutto il tempo disponibile per lo svolgimento di un dato compito, spesso riempiendolo con telefonate e riunioni superflue, procrastinazioni e incertezze inutili.

Il lavoro si espande fino a riempire tutto il tempo disponibile per il suo completamento
(Parkinson’s Law)

se all’aumento delle richieste si risponde aumentando la disponibilità del proprio tempo, può instaurarsi un circolo vizioso che genera una crescente sensazione di sopraffazione, l’incapacità di darsi priorità, fino al blocco psicologico con ansia, insonnia, eccetera.


come ridurre le disponibilità e mettere i paletti

spiega Oliver Burkman sul Guardian (qui in italiano su Internazionale) che la soluzione del paradosso spesso è ridurre la disponibilità della risorsa invece di, come sembrerebbe logico, aumentarla.

allargare le strade attira più veicoli, ma riducendole e rallentandole la domanda diminuisce: dopo un periodo di assestamento iniziale le persone cercano percorsi più efficienti e il traffico torna normale.

poiché negarsi sul lavoro non è socialmente né professionalmente accettabile, il modo sostenibile di disincentivare la crescita incontrollata delle richieste è mettere dei paletti.

fissare dei limiti alle ore di straordinario, al tempo che si dedica alla mail, alla disponibilità del proprio tempo che si dà ai colleghi: in questo modo essi comprenderanno che il nostro tempo non è una risorsa infinita ma opera in regime di scarsità, e saranno costretti a a imparare a usarlo meglio.

Stowe Boyd, per esempio, tiene occupati a calendario tutti i lunedì e i venerdì con impegni ipotetici, per avere due volte a settimana tempi di lavoro ininterrotti.

(Don’t tell anyone, or that won’t work, because the only acceptable excuse for not accepting a call or meeting is that you’re already booked for a call or meeting. Your time is not your own.)


sul tema di come definire i paletti nella gestione dei tempi di lavoro, Cal Newport spiega nel suo libro Deep work che un buon modo per bloccare il circolo vizioso è adottare il criterio della “produttività a orario fisso”.

prima di tutto imparando a non sacrificare a telefono, mail, riunioni, il tempo necessario di concentrazione, perché la possibilità di lavorare in concentrazione è quello che rende possibile tutto il resto. occuparsi di una cosa alla volta senza interruzioni ci permette di essere efficaci ed efficienti, quindi nell’economia della settimana libera tempo, non lo sottrae.

questo si ottiene educando i colleghi a buone pratiche, come usare la mail invece del telefono, non fare improvvisate ma prendere appuntamenti, far precedere ogni riunione da una scaletta con un massimo di 5 punti da seguire rigidamente (fondamentale che ogni riunione abbia una meeting manager designata). un paletto efficace quanto sgradito, ma è proprio quello il punto, è organizzare riunioni in piedi, come disincentivo a tirarle per le lunghe.

naturalmente questo prevede che i team con cui lavori siano dotati di sistemi gestionali di comunicazione e pianificazione di gruppo (project management con appointment e calendari condivisi, chat di gruppo per sostituire la mail, tool di conference call per evitare riunioni fisiche)

inoltre, per poter lavorare senza interruzioni non pianificate sono necessarie condizioni di lavoro adatte: un ragionevole silenzio – anche artificiale, grazie alle tecnologie di eliminazione del rumore – e uno spazio in cui non siamo disturbati, grazie ai paletti di cui sopra.

per fare un esempio, una giornata potrebbe essere costruita in slot di mezze ore in cui si lavora in concentrazione, alternati da slot di 15′ in cui si legge e risponde alla mail, slot in cui si fanno telefonate della durata massima di 10′, slot dedicati a riunioni o confcall operative della durata massima di 20′, slot di 10′ dedicati alle singole persone, evitando che ciascuna di queste attività si sovrapponga a un’altra.

le eccezioni devono essere comunicate e sottolineate come tali, per non diventare la norma. devi fargliele pesare, insomma. anche se tra colleghi spesso la colpevolizzazione non ha alcun effetto, perché c’è la nozione, errata o furbetta, che qualunque deviazione dalle best practice sia per il bene supremo dell’azienda. (è quasi sempre per pigrizia o incapacità)

i paletti devono essere equi ma fermi, come nel caso di un noto manager che alloca a ogni collega e ai suoi progetti un monte ore settimanale: quando il collega lo ha esaurito, deve aspettare il lunedì successivo per potergli parlare.

riunioni in piedi e monte ore individuale sono misure eccessive? può darsi, ma non è eccessivo lavorare male per troppe interruzioni, e sacrificare il tempo privato abbassando la produttività sul lavoro e la qualità della propria vita?

le riunioni in piedi sono impopolari, ma lavorare male no?

I’m old enough to remember when people just presumed that as China opened the door to trade and popular culture it would slowly turn into the west. But it has its own self-confidence, and it’s such a big market that it can demand and get global companies to conform to its own sensitivities, certainly locally and increasingly outside China as well”
(Benedict Evans)

L’obiettivo della Cina è sempre stata la riannessione di Hong Kong e Taiwan, le cui parziali indipendenze la Cina ha sempre accettato obtorto collo. Ora che è forse la prima potenza mondiale, la Cina torna con decisione su questi obiettivi, localmente con l’autorità e probabilmente la violenza, all’estero con la leva delle sanzioni, come dimostrano i ricatti a NBA e Apple delle ultime settimane.

Sul Tibet neanche a parlarne: è strategico per il controllo militare dell’Himalaya e nel giro di qualche generazione sarà quasi completamente cinesizzato, e lo stesso vale per lo Xinjiang dell’etnia islamica uigura.

Tutto ciò però è possibile perché è fatto con il pieno appoggio della grande maggioranza del popolo cinese e, attenzione, non solo per un’adesione forzata a un regime autoritario se non dittatoriale, ma perché un popolo unito in un territorio unito con un’economia dominante e un esercito potente che controlli terra, cieli e mari è da sempre l’obiettivo del socialismo con caratteristiche cinesi, ed è un obiettivo che è stato interiorizzato dal popolo cinese, che sente il fascino del nazionalismo come tutti i popoli.

L’idea che l’economia di mercato trasformi le società e con un colpo di bacchetta magica vi porti un’ideologia capitalista occidentale necessariamente legata alla libertà di espressione è tipica di chi conosce solo il capitalismo occidentale e lo ritiene l’unico esistente: non esiste una sola forma di capitalismo al mondo, così come non esiste una sola forma di socialismo, e così come non esiste una sola forma di democrazia. Poi uno (per esempio, io) può essere convinto che quella europea sia la più evoluta, ma questo non significa che debba per questo vincere sempre, o addirittura esistere per sempre.

senti ma tu ce l’hai già la newsletter del vanz?

nel senso che se sei qui probabilmente o mi conosci, oppure ti interessava per qualunque ragione qualcosa che ho scritto, quindi può esserti utile sapere che ogni settimana pubblico roba che potrebbe interessarti.

non qui, ché i blog son morti ecc ecc, ma sulla newsletter Polpette, che puoi leggere e a cui ti puoi iscrivere qui: https://vanz.substack.com/

essa newsletter è leggibile (grazie a Substack), è sostenibile, non impegna (troppo), ogni tanto ti fa delle pare sul futuro del lavoro, sul superamento del modello capitalista novecentesco e sull’emergenza del cambiamento climatico, ma raga, d’ora in poi il dibattito è su quello.

PERO’ ci sono dentro anche tante altre cose belle, giuro.

insomma, se ti va ti registri qui, senza impegno.

(la newsletter rientra dalla pausa estiva a settembre)

cosa sta succedendo nel cielo sopra le nostre teste

è una roba che per molti è pallosa (ok, comprensibile), per moltissimi poco interessante (e questo mi sorprende parecchio), ma sarebbe importante capirla. 

succede che, lo sappiamo, i gas emessi nell’atmosfera dalla rivoluzione industriale in poi si sono accumulati nell’atmosfera, trattenendovi il calore del sole (come in una serra). questo ha gradualmente reso l’aria più calda, in modo particolare ai poli. 

la bolla di calore formatasi sull’Artico si è espansa verso sud, andando a interferire con la corrente a getto (il jet stream) boreale, un flusso d’aria costante che serpeggia da ovest a est e funziona, tra le varie cose, da regolatore del meteo, trasportando le perturbazioni lungo il loro flusso.

il calore che scende dall’artico disturba il jet stream amplificandone o rallentandone le anse, tanto da fargli prendere la forma di un’onda, detta onda di Rossby. i picchi di questa onda sono sempre più frequenti ed estesi, mentre in altri momenti tendono ad annullarsi.

l’energia immessa nel sistema dal riscaldamento dell’aria contribuisce a rendere le temperature sempre più estreme e i fenomeni meteo sempre più violenti, la frequenza delle onde del jet stream trasporta queste perturbazioni in modo sempre più rapido, improvviso, imprevedibile.

il picco dell’onda si porta dietro le temperature fredde quando scende da nord verso sud, quelle calde quando sale da sud verso nord, oppure tiene una situazione meteo (per esempio una siccità) ferma molto più a lungo che in passato.

cosa può accadere se la frequenza dell’onda del jet stream continua ad alterarsi?

per esempio che l’alternanza di fenomeni estremi acceleri ancora, rendendo il meteo violentissimo e continuamente mutevole e ingestibile. e questo è il male minore.

il rischio maggiore è che il jet stream si fermi, e di conseguenza si arresti la corrente del Golfo, che dipende dal jet stream. cosa succeda in quel caso nessuno lo sa, ma l’ultima volta che è accaduto è arrivata un’era glaciale e si poteva andare a piedi dalla Gran Bretagna all’Europa continentale.

non è chiaro in quali altri modi fondamentali il jet stream sia necessario per la vita umana, ma sono probabilmente molti.

https://www.nbcnews.com/mach/science/strange-wavy-jet-stream-blasting-europe-heat-scientists-say-could-ncna1024826

la cosa la spiegano meglio qui NBC news e qui The Independent.

per chi capisce il linguaggio della scienza, qui c’è lo studio che ha suonato l’allarme.

come tradurre automaticamente in italiano la pagina di un sito, con un solo click, grazie a Google Translate

poiché c’è gente che mi dice eh ma posti solo roba in inglese, si vedere che pur non essendo una cosa nuova, molti non sanno che Google Translate permette di tradurre automaticamente le pagine web con un click, addirittura mantenendone l’impianto grafico originale (non sempre).

per farlo basta installare l’estensione Google Translate sul browser

Google Translate per Chrome o Brave
Google Translate per Firefox
Google Translate per Opera

ecco gli step per farlo:

1. vai sui click qui sopra e installi l’estensione

2. a destra della barra degli indirizzi ti comparirà l’icona blé di Translate.
cliccala e clicca su Extension options per impostare le preferenze dell’estensione (cioè la lingua in cui vuoi tradurre)

3. vai su un articolo in lingua, clicca col tasto destro su una parte vuota della pagina, seleziona Traduci in Italiano

4. enjoy la pagina tradotta, in modo a volte imperfetto ma spesso efficace

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Impara a legare la tua bicicletta in modo sicuro per evitare il furto!

Il furto di bici è una vera piaga nelle città italiane. Oggi molti rinunciano a usare la bicicletta per timore del furto.
Questo manuale gratuito sulla sicurezza della bici ti insegna a scegliere un lucchetto per chiudere la tua bici e metterla al sicuro.

I migliori lucchetti, il modo più corretto per legarla a un palo, gli accorgimenti per rendere la vita più difficile ai ladri.
Chiudere bene la propria bici oltre che a evitare perdite è anche un dovere sociale: bici più sicure significa meno furti.

 

Allie e Tim: due autori digitali che dovresti conoscere e seguire, imho

il web ha il vantaggio di dare spazio ad autori che con il processo di selezione dei media tradizionali non avrebbero avuto visibilità, ma possono oggi emergere grazie alla qualità dei contenuti e a una forma espressiva particolarmente adatta al media. alcuni di questi diventano noti a livello mondiale, ma per qualche ragione (generazionale, mediatica, psicologica) sembrano evitare le dinamiche vippistiche che appartengono ai media tradizionali.

è il caso di Allie Brosh, fumettista e autore del blog – disegnato con Microsoft Paint – Hyperbole and a Half, e di Tim Urban, autore del blog analitico-informativo WaitButWhy.

Hyperbole and a Half è il flusso di coscienza autoanalitico di un personaggio introverso con problemi di autostima e una storia di depressione, la cui esplorazione delle paure, i disagi, le difficoltà di affrontare il mondo è talmente sincera e candida da suscitare una forte empatia. oltre a essere estremamente divertente, il libro contiene alcuni capitoli imperdibili, tra cui la spiegazione di cosa si provi a essere depressi, un’analisi dei problemi legati all’identità personale, e una divertentissima interpretazione della psicologia dei cani. endorsement entusiastico di Bill Gates.

WaitButWhy è un blog che definirei di pubblica utilità: si occupa di affrontare un argomento di interesse generale ogni volta e decifrarlo, scomporlo, eviscerarlo fino alle sue cause iniziali con un linguaggio chiaro e lineare, comprensibile a tutti, generando post estremamente lunghi ma affascinantissimi per le persone particolarmente dotate di curiosità. se vuoi capire la genesi delle tensioni in Iraq, che cos’è l’Intelligenza Artificiale e le sue implicazioni future, il Paradosso di Fermi sul perché non abbiamo ancora incontrato gli alieni, come dare una mancia o come scegliere il partner di una vita, WaitButWhy è una fonte preziosissima di informazioni che, caso raro, è anche un piacere leggere. WaitButWhy è stato recentemente scelto da Elon Musk per un’intervista biografica esclusiva.

la ragione per cui ho scritto questo post è che secondo me, se sei una persona curiosa e sai leggere in inglese, questi sono due blog che non dovresti proprio perderti.

 

wbw             hah