☳ Polpette 73

una newsletter che se la canta, se la suona e se la tira

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il kufta (anche kofta o kofte, dall’arabo كفتة, in Urdu کوفتہ) è una polpetta speziata e cotta nel sugo. di solito è di agnello, a volte suino o vitello tritati e mescolati con riso, bulgur, verdure o uova. può anche essere vegetariana, come nel caso delle polpette della settimana courtesy of Dassana.


questa è ⓟolpette — la vanzletter n°73

इससप्ताहमीटबॉलहैं

ecco le polpette di questa settimana” è scritto in hindi, che insieme all’inglese è la lingua ufficiale della Repubblica dell’India. oltre all’hindi, ci sono altre 21 lingue più o meno autoctone, tra cui bengalese, nepalese, punjabi, sanscrito, tamil e urdu, in pratica ogni stato (l’India è una federazione) ha la sua.

l’India è ai ferri corti con la Cina in più di un teatro: del Tibet abbiamo parlato, ma c’è una disputa anche su un canale che la Cina si appresta a costruire nell’istmo thailandese di Kra, nel contesto della Nuova Via della Seta (“Belt and Road”, più precisamente). la Thailandia è favorevole, l’India no.

l’istmo di Kra collega il Mar Cinese meridionale all’Oceano Indiano

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(a scanso di equivoci: questo non è una sponsorizzazione: non ci guadagno un euro)


segue la tua razione settimanale di polpette, come da disposizioni vigenti della Protezione Civile:

– leggere quotidiani ed ebook gratis e legalmente
– l’obesità accentua la mortalità (anche per Covid-19)
– Trump vince? Trump perde? come seguire i sondaggi 
– cos’è il mansplaining, perché lo facciamo, perché dovremmo smettere
transgender: come parlare e scriverne correttamente
– il microtuning diagnostico continuo migliorerà le nostre vite?
– l’auto ibrida ha emissioni molto più alte di quanto si pensi
– anche i comportamenti individuali servono per l’ambiente
– l’aumento delle dimensioni delle auto
– come ragionare (per quanto possibile) con i complottisti
– togliere la propria casa da Google Street View (e perché)
– secondo le Marche hanno un brillante futuro turistico
– l’artista digitale: Marc Tudisco
– le migliori VPN per Punto informatico
– prodottino della settimana: il picchiamuri automatico antivicini
– l’album jazz: Donald Byrd


leggere quotidiani ed ebook gratis e legalmente
un sacco di gente sta a impazzire con Telegram per leggere ebook e quotidiani agratis, ma c’è un modo molto più semplice e persino legale: un sacco di bibilioteche italiane aderiscono a MLOL, piattaforma online che permette, con user e pw, di leggere su Pressreader i principali quotidiani italiani ed esteri, anche quelli sotto paywall

la piattaforma è a https://medialibrary.it
cerca le biblioteche della tua città qui.

l’obesità accentua la mortalità (anche per Covid-19)
non è una novità: sappiamo che l’obesità è una delle condizioni che aumentano la probabilità di decesso (per esempio un BMI di 32 o superiore raddoppia la probabilità di morte nelle donne sull’arco di 16 anni).

secondo uno studio recente, il 77% dei 17.000 ricoverati per Covid negli USA erano sovrappeso o obesi (il che, va detto, è una condizione piuttosto diffusa negli USA).


Trump vince? Trump perde? come seguire i sondaggi

c’è la convinzione diffusa che “nel 2016 i sondaggi hanno sbagliato”, ma come fa notare Francesco Costa nel suo podcast, che è il momento di ascoltare, (https://www.dacostaacosta.net/2020/05/30/11-questi-maledetti-sondaggi/), i sondaggi ci hanno anche azzeccato, sul piano nazionale, ma nessuno è in grado di prevedere l’effetto a livello di singolo Stato del voto, che dipende da una serie di variabili impazzite come i collegi elettorali e che è quello che determina la vittoria o sconfitta finale.

in breve: non credete a chi vi dice che sa chi vincerà. però come puro esercizio di curiosità statistica, ci sono due siti che danno l’andamento della MEDIA dei sondaggi: FiveThirtyEight da seguire qui e qui e Real Clear Politics

cos’è il mansplaining, perché tutti noi maschi lo facciamo, perché dovremmo smettere

i maschi lo fanno tutti? sì. dovremmo smettere? sì. lo facciamo per cattiveria? nì: lo facciamo come pratica (inconscia, si spera) della nozione culturale implicita per cui le donne sono meno competenti degli uomini e che poiché il mondo è governato dalla Conoscenza del Maschio, la donna ha bisogno che il Mondo le sia spiegato dal Maschio.

detto così dubito che qualcuno possa rivendicarlo, eppure lo facciamo lo stesso. io lo faccio lo stesso, tu lo fai lo stesso. ed è difficilissimo smettere di farlo. (bonus points se la spiegazione è fatta in modo condiscendente, troppo semplificato o troppo sicuro di sé)

poi ci sono i mansplainer anche con i maschi, che io chiamo i Mappatori del Mondo. (io in questa newsletter, per esempio).


(nota di interesse: mansplaining è un portmanteau, ovvero un neologismo sincratico, un composto aplologico o una parola macedonia)

Transgender: come parlare e scriverne correttamente

in verità non è affatto complicato: verbi e aggettivi vanno declinati in base al genere che la persona ha scelto o verso cui sta transizionando e non a quello in cui è (sarebbe) nata. un uomo che è diventato donna o vuole diventare donna è una donna, e viceversa. fine.

se non mi credi, qui Wired e il Post fanno la spiega, in italiano.

puoi non essere d’accordo, ma ricorda che se non sei d’accordo il problema è tuo e non della Società.

microtuning diagnostico e analisi continue miglioreranno le nostre vite

questa è una roba tosta da spiegare e chi avesse risorse ulteriori mi farebbe un servizio a segnalarmele. parte da un tweet di Sundeep Peechu di Felicis venture, che dice 

in pratica, se capisco bene, la frontiera dalla Salute Pubblica sta in un continuo monitoraggio, idealmente in tempo reale, dei dati fisiologici di ciascuno di noi (analisi del sangue e delle urine, pressione, battito, elsttrocardiogramma, ossigenazione, scansioni varie, tutto quello che si può misurare facilmente). questo processo consentirebbe di prevenire molte malattie prima che se ne verifichino i sintomi. però sul microtuning trovo pochissimo in Rete, tanto da dubitare che sia il nome corretto. 

i misuratori personali indossabili (smartwatch e altri wearable) potrebbero avere un ruolo importante in questo processo.

l’auto ibrida ha emissioni molto più alte di quanto si pensi

i produttori di auto ibride sostengono che i loro modelli abbiano emissioni molto più basse di quelle che sono in realtà e qui, niente di nuovo visto che lo fanno anche con i motori termici.

il punto è: l’ibrida è una gran comodità ma non è una soluzione. l’unica soluzione per la riduzione di emissioni è l’auto elettrica POSTO che l’elettricità di cui si nutre sia prodotta in modo rinnovabile. e che le batterie siano prodotte/riciclate/smaltite in modo sostenibile, che è un altro problema.

però quella di un’auto elettrica è una scelta che ha un impatto reale sull’ambiente, così come installare i pannelli solari o usare un fornitore di energie SOLO rinnovabili (va letto l’energy mix sul sito del produttore).
(io uso ènostra)

anche i comportamenti individuali servono per l’ambiente

c’è la nozione diffusa che solo la politica e l’industria possano effettuare azioni significative verso l’inversione del climate change. è un punto di vista diffuso, e che ci piace molto perché ci assolve dal dover compiere azioni nel nostro quotidiano. 

non è così, lo spiega qui il Post.

l’aumento delle dimensioni delle auto

nel corso dei decenni (ma soprattutto recentemente, col successo commerciale dei SUV), le dimensioni medie dell’automobile sono costantemente aumentate, e ora ci troviamo a guidare auto tropo grandi per noi, che uccidono di più, e sovradimensionate rispetto alle nostre strade. e che potrebbero consumare quindi inquinare meno.

come ragionare (per quanto possibile) con i complottisti

questo è un tema che richiede maggiore analisi che mi riprometto di fare, per adesso questo pezzo del NYT su come ragionare con i complottisti di Qanon (anche in famiglia) mette giù 3 punti importanti, che valgono anche per gli antivaxx e i complottisti nostrani:

1.
parla sempre privatamente con la persona e chiedile di spiegarti meglio quello in cui crede, senza dibetterlo. dimostrale genuino interesse e apertura mentale.

2.
esprimi empatia. riconosci che riesci a capire perché una persona possa avere dei dubbi su quello di cui ti sta parlando (politica, vaccini, ecc). sii sempre rispettoso e gentile, mai conflittuale o sarcastico.

3. 
invece di polemizzare, presenta fatti (con le fonti) che contraddicono quello che la persona sostiene. cerca di sottolineare l’incoerenza o la mancanza di logica delle sue affermazioni attraverso domande apparentemente sincere (se i governi avessero il vaccino per il COVID, che ragione avrebbero di subire un tracollo economico di questa portata? se lo avessero i privati, perché dovrebbero rinunciare al fatturato che genererebbe?)

su reddit c’è un gruppo di autoaiuto per parenti e amici di complottisti Q che si chiama QAnonCasualties e ha risorse utili.

4.
se quanto sopra è impossibile, fai comunque capire alla persona che non la giudichi e che le vuoi bene anche se non siete d’accordo, per non alimentarne il vittimismo o la conflittualità

togliere la propria casa da Google Street View (e perché)

c’è una procedura semplice e rapida che consente di far rimuovere le immagini della propria casa da Street View. le ragioni per farlo possono essere diverse (dissidenti, vittime di violenza in famiglia, spacci droga in casa, ecc) ma è utile sapere che si può fare facilmente: basta andare sull’immagine in Street view, cliccare “Segnala un problema” in basso a destra, inquadrare la casa nel rettangolo e scegliere la voce giusta tra “Un volto, La mia casa, La mia auto/una targa di automobile, Un oggetto diverso”.

secondo Lonely Planet le Marche hanno un brillante futuro turistico, e anche secondo me

lo speciale Marche di Lonely Planet con una guida in pdf tutta da leggere. secondo me il turismo nelle Marche crescerà un bel po’ nei prossimi anni perché sono una regione sottovalutata. le Marfche da ieri sono guidare da un governatore di Fratelli d’Italia ma non si può avere tutto, in una regione.

l’artista digitale: Marc Tudisco

il solito mix di fisica impossibile, texture inesistenti, materiali bizzarri, movimenti assurdi che rende l’animation art digitale 3D così curiosa e repellente al tempo stesso.

qui su Instagram
qui il portfolio

le migliori VPN per Punto informatico

Punto Informatico è uno storico magazine online italiano. si occupa di tecnologie dal 1996 con particolare attenzione all’Interwebs e ha dunque tutte le carte in regola per consigliarti una VPN, se stessi pensando di usarne una (per sicurezza, per privacy, per i contenuti esteri, per quelchetepare). 

l’unico rischio è che si tratti di una potenziale marchetta, cioè una sponsorizzazione non dichiarata, ma PI è una testata seria e queste cose non le fa, giusto? purtroppo manca l’informazione più utile per la privacy, cioè a quale legislazione fa riferimento il paese in cui è situata la sede della VPN (che determina sde la società sia tenuta legalmente o meno a dare i tuoi dati di navigazione al tuo governo senza dirtelo).

prodottino della settimana: il picchiamuri automatico antivicini

il device che picchia automaticamente contro il muro dei vicini (a fianco o sopra) è al limite col cinema comico ed è socialmente deplorevole, quindi non te lo consiglio davvero per gli acquisti.

Supporto Telefono Bicicletta

ho trovato invece pratico, robusto e bello questo supporto per smartphone da bicicletta, che ti consiglio sì. certo è così bello che c’è il rischio che qualcuno che passa con una brugola in tasca sia tentato. orientabile a 360°.

l’album jazz: Donald Byrd

Donaldson Toussaint L’Ouverture Byrd II era un sessionman nato col bebop che negli anni 60 e 70 fece interessante sperimentazione funk e soul. a questo Black Byrd del 1973 sono sentimentalmente legato anche solo per la prima track, ipnotica ed aeronautica


Il paese dell’alcol di Mo Yan.
nel paese di Jiuguo l’alcol, in tutte le sue forme, è lavoro, missione e scopo di vita: c’è addirittura un’Università dell’alcol e un festival in cui si consuma l’apprezzatissimo liquore di scimmia. Ma oltre alla distillazione, nel corso del romanzo si scoprono mille altre cose: come si catturano i nidi di rondine, come si cucinano piatti raffinati composti con organi sessuali di scimmia, come si prepara un bambino per essere cucinato.

l’ispettore di polizia di Pechino Ding Gouer, mandato a indagare su una misteriosa setta di mangiatori di bambini, scopre l’ossessione per i cibi raffinati ed esotici nella Cina profonda, le inconfessabili tradizioni locali, è coinvolto in sbronze colossali, esperienze extracorporee, incontra presenze e spiriti maligni, personaggi inquietanti e folli a cavallo tra realtà, leggenda e visioni da doposbornia. camioniste erotiche che potrebbero stare in un Russ Meyer, piccoli demoni rossi che diventano pifferai magici, asini spiritici che percorrono le strade nelle notti di luna piena.

un’opera a mosaico che al mio (grezzo) orecchio ha echi di Garcia Màrquez, Montalban, un tocco noir tra Chandler e Bukowski e il sapore di quei polizieschi sudamericani con antieroi perdenti tipo Soriano, Taibo, quel mood triste solitario y finàl lì. ma probabilmente stretcho l’analogia (pensa che mi ha persino ricordato il Maestro e Margherita, ma non lo dico perché BUM).

in ogni caso, un romanzo sbronzo: pirotecnico, caotico, inconcluso quanto inconoscibile è il paese che racconta, con momenti di follia e immaginifici, una carrellata vitale di situazioni e sottotrame, intessuta da una corrispondenza tra scrittori che ingloba un racconto autoconcluso in ogni capitolo.

Mo Yan ha ricevuto il Nobel per la letteratura nel 2012 ed è l’autore di Sorgo rosso, storia di una famiglia cinese portata al cinema da Zhāng Yìmóu.

inoltre, Atlas Obscura 2 costa 2€ in ebook


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la scrittura di questa newsletter avviene abitualmente in modalità carbon-free, con il 100% di energia rinnovabile e socialmente sostenibile fornita da ènostra.

☳ Polpette 71

una newsletter che esce dalle acque dell’Oceano Atlantico come Venere dalla capasanta

volevo proporti le polpette di pescespada ripiene di pescespada poi ho visto la ricetta del NYTimes per le polpette alle pesche con basilico e timo e non ho resistito. “estivissime”.


i NON-SPONSOR delle Polpette (cioè: non ci becco un euro)

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questa è ⓟolpette — la vanzletter n°71

Долоо хоногийн махны бөмбөгийг энд оруулав

non è russo: “ecco le polpette di questa settimana” è scritto in lingua mongola perché all’Ulisse Fest di Lonely Planet ho visto Massimo Zamboni parlare dei suoi viaggi in Mongolia, esperienze da cui ha tratto La macchia mongolica.

la lingua mongola è un casino: ha una trascrizione tradizionale di origine altaica (lingua che forse esiste e forse no) o comunque turca, ma con l’indipendenza del 1924 ha adottato l’alfabeto latino, per poi passare a quello cirillico per ovvie ragioni storico-politiche. il mongolo attuale somiglia esteticamente al russo ma non lo è perché non è una lingua di origine slava. insomma, una roba apparentemente semplice ma in realtà complessa. oggi i mongoli si sentono linguisticamente colonizzati dalla Cina


la tua razione settimanale di polpette, come da disposizioni vigenti della Protezione Civile:

– ancora una volta, SARS-CoV2: prevenzione e controllo
– secondo studio della settimana: 2 metri non bastano sempre
– due buone abitudini antivirali quotidiane: i lavaggi nasali e il collutorio
– mascherine ai bambini: consigli utili dal NYT
– ma 
Trump può vincere ancora? cosa è successo nel 2000
– e 
Biden? il punto non è se Biden può vincere, ma di quanto e dove
– siamo tornati in Portogallo e qui c’è 
l’azulejopedia
– vuoi andare anche tu in Portogallo? consiglio: vacci, e fai questo
– come ricordare le cose: il 
memory palace e la tecnica dei loci
– dalla Finlandia: 
L-Cisteina per il doposbornia
– asterisco, 
schwa o 3? quale usare per la forma neutra?
– 
Michele Prencipe: Non siamo in casa
– 
George Romero ha scritto un romanzo sui zombi
– i 
Syllabus di Morozov ora anche in italiano
– 
Xavi Bou: fotografia di uccelli in movimento
– ti racconto cosa ho letto questa estate? dai, sì.

– il prodottino della settimana è diseducativo quindi non leggerlo
– l’album jazz della settimana: 
Trident di McCoy Tyner


SARS-CoV2 è aereo: prevenzione e controllo

poiché escono di continuo studi che testimoniano la diffusione aerea di SARS2 (l’ultimo è un bus in pellegrinaggio buddista: 23 contagiati in 50′) qui c’è un articolo scientifico che fa un sommario accurato di cosa sappiamo a oggi e come comportarsi.(al primo posto: mantenere aerati i locali).


secondo studio SARS2 della settimana; 2 metri non bastano sempre

la regola dei 2 metri di distanza è basata su studi novecenteschi, ma è dimostrato che il range di diffusione dello starnuto umano arriva fino a 7-8 metri. poi c’è la nuvola che si forma attorno, insomma, per quanto voglia bene ai miei amici musicisti, a un concerto in un club oggi non andrei (e a novembre peggio mi sento). all’aperto tutto ok.


due buone abitudini antivirali quotidiane: i lavaggi nasali e il collutorio

sul fatto che il lavaggio nasale con soluzione isotonica salina sia una buona abitudine potresti anche credermi sulla fiducia, in passato ho anche pubblicato un articolo che ne sosteneva la funzione di prevenzione dalle infezioni del tratto respiratorio. 

oggi uno studio di Bochum nella Ruhr sostiene che anche il collutorio (i gargarismi, suppongo) prevenga l’insediamento di SARS nel cavo oro-faringeo. di sicuro male non fa.


mascherine e bambini: consigli utili dal NYT

non è facilissimo per un bambino abituarsi alla mascherina: il NTY dà un po’ di consigli su come gestire la questione: alternative per gli elastici fastidiosi, strategie per farle indossare, come profumarle in modo gradevole. oli essenziali, good ideas.


ma Trump può vincere ancora? cosa è successo nel 2000

certo che sì: il processo elettorale USA ha talmente tanti fattori in gioco che nessuno è in grado di escluderlo, nemmeno con sondaggi molto favorevoli a Biden. inoltre The D ha il rigore morale di uno scarabeo stercorario e dei trucchi nella manica (comanda le poste e quest’anno si vota per posta, figurati). 

per capire meglio (e per i fanatici) c’è questo favoloso pezzo di The Atlantic sul mitico recount dei voti del 2000 tra Bush e Gore, con interviste ai protagonisti e un’analisi dell’accaduto davvero esauriente (direi entusiasmante, se non suonasse troppo nerd).


e Biden? il punto non è SE Biden può vincere

ma se Biden possa vincere di ABBASTANZA da battere tutto quello che gli gioca contro (gli stati chiave, i collegi elettorali, i suburbs del Midwest, la propaganda social, gli ads, l’esclusione, l’astensione, magheggi con i voti per posta). spiegato meglio qui


siamo tornati in Portogallo e qui c’è l’azulejopedia

non sto a dirti cosa penso del Portogallo dopo il terzo viaggio, se no sforo la lunghezza della newsletter, e invece ti propongo questa deliziosa enciclopedia degli azulejos, le tipiche piastrelline azzurre. per saperne di più ovviamente Wikipedia.


se poi vuoi andare in Portogallo, vacci, e fai questo

le città sono splendide e l’oceano imponente, ma molti vedono solo quelli e si perdono l’entroterra: ecco i migliori itinerari in auto da seguire in Portogallo (alcuni sono fattibili anche in treno). almeno una volta il Douro va fatto, perché sembra una via di mezzo tra le Langhe e il Mekong.


come ricordare le cose: il memory palace e la tecnica dei loci

se dicessi che ricordare le cose non è esattamente la mia specialità non farei torto alla verità. ci sono però tecniche che consentono di migliorare la memoria grazie alle associazioni: una di queste è il Palazzo della Memoria, che associa a ogni oggetto un’immagine nello spazio. è detta anche Tecnica dei Loci (qui in ITA su wikipedia).


combattere il doposbornia con L-Cisteina

ok, le cure per il doposbornia rientrano quasi sempre nella categoria dei rimedi della nonna, però questo viene dall’università di un paese in cui di bere troppo se ne intendono. insomma: la L-cisteina è un amminoacido che ridurrebbe sia i sintomi dell’hangover che il bisogno di bere ancora il giorno dopo (e addirittura i rischi di dipendenza). si trova su Amazon a pochi euri: magari utile da tenere in casa?
(meglio se assunta insieme a un multivitaminico).


asterisco, schwa o 3? quale usare per la forma neutra?

quello della forma neutra per non fare discriminazioni tra maschile e femminile è un problema che in Italia, poco sensibili alle questioni di genere, sentiamo poco, ma è davvero venuta l’ora di smettere di usare il maschile per tutto. 

io in questa NL uso o direttamente il femminile, o ironicamente la doppia vocale (ei / ao) ma ci sono modi più ufficiali di farlo. l’uso giornalistico anglosassone più frequente è usare direttamente il femminile, e chi ne sa di linguistica conosce la vocale centrale media schwa (che Wikipedia italianizza in Scevà che si scrive così → ə
e si pronuncia a metà strada tra A ed E, come nell’inglese əpart o dinnər.

visto che andare a digitare tutte le volte ə è complicato, Gianluca Diegoli usa il simbolo più simile che si trova sulla tastiera, cioè il 3. che mi sembra un buon compromesso. “se siet3 mai stat3“. io però mi sa che resto sul femminile di default.


Michele Prencipe: Non siamo in casa

ogni tanto un amic3 scrive una cosa e io resto, provincialmente, stupito di conoscere gente che sa scrivere narrativa (e che ha il coraggio di scrivere poesia).
oggi, car3 polpettar3, vi presento un agilissimo Michele Demetrio Prencipe.
qui quattro poesiequi il suo Il ripostiglio dei ricordi su Amazon (che non ho ancora letto perché ho appena scoperto che esiste).


George Romero ha scritto un romanzo sui zombi

ma non è ancora uscito. si può però prenotare su Amazon. nel frattempo il povero George se n’è andato, e mai abbastanza si farà per ricordare il suo fondamentale contributo al cinema horror, inventando di sana pianta nel 1968 il genere zombie, con soli 114.000$. George stava lavorando a Road of the Dead (“It’s really The Fast and the Furious with zombies“) che forse non vedremo mai.


Syllabus di Morozov ora anche in italiano

il Syllabus è un complesso archivio di articoli messo insieme dal massmediologo bielorusso Evgenij Morozov, che ogni settimana sforna una imponente mole di link a articoli (di solito lunghi e tecnici) in tutte le lingue, selezionati da gente competente tra cui un cyberflaneur invitato volta per volta. è una mole di risorse che fa tremare i polsi solo a riceverne la newsletter. ora c’è anche in lingua italiana così da togliermi l’ultimo alibi che avevo per non aver voglia di leggerlo.


Xavi Bou: fotografia di uccelli in movimento

il titolo dice tutto, le foto sono splendide.


ti racconto cosa ho letto questa estate

questa estate ho letto abbastanza: sempre meno di quanto vorrei ma comunque più del solito. (“abbastanza“, che avverbio vago: abbastanza rispetto a cosa?) cmq ecco cosa ho letto (trovi tutto sul mio Goodreads), magari te ne parlo un po’ nei prossimi numeri. 

Il paese dell’alcol di Mo Yan (ne ho parlato qui)

Puttane assassine di Roberto Bolaño.

Dawn (Xenogenesis, #1) di Octavia E. Butler

Luci d’agosto di William Faulkner

Too Much and Never Enough: How My Family Created the World’s Most Dangerous Man di Mary L.Trump

Sotto cieli rossi. Diario di una millennial cinese di Karoline Kan


il prodottino della settimana è diseducativo quindi non leggere qui sotto

ma siccome io ogni tanto svapo, iStick25, versione più recente della classica iStick di Eleaf è una bella evoluzione. parecchio potente (fino a 85W, nella confezione due coil e serbatoio da 5ml incluso) è un po’ ingombrante e non adatta a chi vuole discrezione. se non altro c’è anche full black che dà meno nell’👁️


l’album jazz della settimana: Trident di McCoy Tyner

mi sono reso conto che per fare sta cosa fatta bene dovrei progettarla, strutturarla, introdurre ogni album secondo la storia del Jazz di Arrigo Polillo, tutta roba che non sono pagato per fare. quindi ho deciso che ti becchi album che mi piacciono a caso, senza un perché. citando Boris: “così, debbotta, senza senso“.

il debbotta della settimana è Trident di McCoy Tyner, storico pianista del quartetto di Coltrane, morto qualche anno fa (Tyner, non Coltrane. Coltrane è morto nel ’67, e un giorno ne parleremo).https://open.spotify.com/embed/album/6jEfKD7F5hybfdUyuNR9PX


voglio fare solo Reel e Storie in stile personaggio di videogame


fine. ciao. ti direi bentornata ma tanto dalle vacanze non si bentorna.


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i candidati agli Oscar più votati di tutti i tempi

ho preso i primi tre film candidati agli oscar di ogni anno dal 1940 a oggi e ho fatto la media dei loro voti su Imdb e Rotten Tomatoes.

ne è uscito un quadro, che trovo moderatamente interessante, di come il pubblico ha giudicato il cinema hollywoodiano nominato agli Oscar nei decenni.

i titoli dei film sono linkati alla scheda su JustWatch così scopri con un click dove puoi vederli

I 5 film più votati per ogni decennio

1940s
Casablanca (1943) – (9,2)
Citizen Kane (1941) – (Quarto potere) – (9,15)
The Treasure of the Sierra Madre (1948) – (Il tesoro della Sierra Madre) – (9,1)
The Heiress (1949) – (L’ereditiera) – (9,1)
Rebecca (1940) – (Rebecca – La prima moglie) – (9,05)

1950s
12 Angry Men (1957) –  (La parola ai giurati) – (9,45)
Witness for the Prosecution (1957)  – (Testimone d’accusa) – (9,2)
Sunset Boulevard (1950) – (Viale del tramonto) – (9,1)
All About Eve (1950) – (Eva contro Eva) – (9,05)
On the Waterfront (1954) – (Fronte del porto) – (9)

1960s
Dr. Strangelove (1964) – (Il dottor Stranamore) – (9,1)
Lawrence of Arabia (1962) – (Lawrence d’Arabia) – (9,05)
Mary Poppins (1964) –  (8,9)
The Hustler (1961) – (Lo spaccone) – (8,9)
The Apartment (1960) – (L’appartamento) – (8,8)

1970s
The Godfather (1972) – (Il padrino) – (9,5)
The Godfather II (1974) – (Il padrino – Parte II) – (9,35)
Apocalypse Now (Apocalypse Now) – (9,1) (qui la versione Redux da 3h 15’)
Chinatown (1974) – (9,05)
The Last Picture Show (1971) – (L’ultimo spettacolo) – (9,0)

1980s
Raiders of the Lost Ark (1981) – (I predatori dell’arca perduta) – (8,95)
Amadeus (1984) – (8,8)
E.T. the Extra-Terrestrial (1982) – (E.T. – L’extra-terrestre) – (8,8)
Raging Bull (1980) – (Toro scatenato) – (8,8)
The Right Stuff (1983) – (Uomini veri) – (8,7)

1990s
Schindler’s List (1993) – (9,3)
Goodfellas (1990) – (Quei bravi ragazzi) – (9,15)
The Shawshank Redemption (1994) – (Le ali della libertà) – (9,15)
The Silence of the Lambs (1991) – (Il silenzio degli innocenti) – (9,1)
L.A. Confidential (1997) – (9,05)

2000s
Lord of the Rings The 2 Towers (2002) – (Il Signore degli Anelli Le 2 torri) – (9,1)
Lord of the Rings Return of the King (2003) – (Signore degli Anelli Ritorno del re – (9,1)
Up (2009) – (9)
Lord of the Rings: Fellowship of the Ring (2001) – (Signore degli Anelli La compagnia dell’Anello) – (8,95)
The Departed (2006) – (The Departed – Il bene e il male) – (8,8)

2010s
Parasite (2019) – (9,25)
Toy Story 3 (2010) – (9,05)
Mad Max: Fury Road (2015) – (8,9)
Spotlight (2015) – (Il caso Spotlight) – (8,9)
Whiplash (2014) – (8,9)

I 20 film con i voti più alti dal 1940 a oggi, in ordine di voto 

The Godfather  (Il padrino) – (9,5)
12 Angry Men (La parola ai giurati) – (9,45)
The Godfather II (Il padrino – parte II) – (9,35)
Schindler’s List – (9,3)
Parasite – (9,25)
Casablanca – (9,2)
Witness for the Prosecution (Testimone d’accusa) – (9,2)
Citizen Kane (Quarto potere) – (9,15)
Goodfellas (Quei bravi ragazzi) – (9,15)
The Shawshank Redemption (Le ali della libertà) – (9,15)
The Treasure of the Sierra Madre (Il tesoro della Sierra Madre) – (9,1)
The Heiress (L’ereditiera)- (9,1)
Sunset Boulevard(Viale del tramonto) – (9,1)
Dr. Strangelove (Il dottor Stranamore) – (9,1)
Apocalypse Now (Apocalypse Now) – (9,1) (qui la versione Redux da 3h 15’)
The Silence of the Lambs (Il silenzio degli innocenti) – (9,1)
Lord of the Rings: The Two Towers (Il Signore degli Anelli Le due torri) – (9,1)
Lord of the Rings: The Return of the King (Signore degli Anelli Il ritorno del re) – (9,1)
Rebecca (Rebecca – La prima moglie) – (9,05)
All About Eve (Eva contro Eva) – (9,05)

Il voto medio per decennio
1940s – 8,56
1950s – 8,28
1960s – 8,32
1970s – 8,64
1980s – 8,15
1990s – 8,47
2000s – 8,43
2010s – 8,68

Il grafico del voto medio dei migliori film dei singoli decenni

(courtesy of Gaspar Torriero)

il problema del troppo lavoro non si risolve lavorando di più

la teoria di economia ambientale detta Paradosso di Jevons afferma che

aumentare l’efficienza di una risorsa fa aumentare il consumo di quella risorsa.

per quanto controintuitiva, è la ragione per cui è dimostrato che costruendo nuove strade o nuovi parcheggi il traffico non diminuisce ma aumenta: la disponibilità di più strade, di più parcheggi, induce nuova domanda.

se applichiamo il Paradosso di Jevons alle dinamiche professionali, dove la risorsa in questione è il nostro tempo, otteniamo una spiegazione del perché in un’organizzazione complessa lavorare con efficienza non fa finire prima il nostro lavoro, ma attira solo nuovo lavoro (più mail, più riunioni, più richieste di aiuto da parte dei colleghi meno efficienti).

questo avviene complice il fatto che le persone tendono a non lavorare in ottimizzazione dei tempi, ma a occupare tutto il tempo disponibile per lo svolgimento di un dato compito, spesso riempiendolo con telefonate e riunioni superflue, procrastinazioni e incertezze inutili.

Il lavoro si espande fino a riempire tutto il tempo disponibile per il suo completamento
(Parkinson’s Law)

se all’aumento delle richieste si risponde aumentando la disponibilità del proprio tempo, può instaurarsi un circolo vizioso che genera una crescente sensazione di sopraffazione, l’incapacità di darsi priorità, fino al blocco psicologico con ansia, insonnia, eccetera.


come ridurre le disponibilità e mettere i paletti

spiega Oliver Burkman sul Guardian (qui in italiano su Internazionale) che la soluzione del paradosso spesso è ridurre la disponibilità della risorsa invece di, come sembrerebbe logico, aumentarla.

allargare le strade attira più veicoli, ma riducendole e rallentandole la domanda diminuisce: dopo un periodo di assestamento iniziale le persone cercano percorsi più efficienti e il traffico torna normale.

poiché negarsi sul lavoro non è socialmente né professionalmente accettabile, il modo sostenibile di disincentivare la crescita incontrollata delle richieste è mettere dei paletti.

fissare dei limiti alle ore di straordinario, al tempo che si dedica alla mail, alla disponibilità del proprio tempo che si dà ai colleghi: in questo modo essi comprenderanno che il nostro tempo non è una risorsa infinita ma opera in regime di scarsità, e saranno costretti a a imparare a usarlo meglio.

Stowe Boyd, per esempio, tiene occupati a calendario tutti i lunedì e i venerdì con impegni ipotetici, per avere due volte a settimana tempi di lavoro ininterrotti.

(Don’t tell anyone, or that won’t work, because the only acceptable excuse for not accepting a call or meeting is that you’re already booked for a call or meeting. Your time is not your own.)


sul tema di come definire i paletti nella gestione dei tempi di lavoro, Cal Newport spiega nel suo libro Deep work che un buon modo per bloccare il circolo vizioso è adottare il criterio della “produttività a orario fisso”.

prima di tutto imparando a non sacrificare a telefono, mail, riunioni, il tempo necessario di concentrazione, perché la possibilità di lavorare in concentrazione è quello che rende possibile tutto il resto. occuparsi di una cosa alla volta senza interruzioni ci permette di essere efficaci ed efficienti, quindi nell’economia della settimana libera tempo, non lo sottrae.

questo si ottiene educando i colleghi a buone pratiche, come usare la mail invece del telefono, non fare improvvisate ma prendere appuntamenti, far precedere ogni riunione da una scaletta con un massimo di 5 punti da seguire rigidamente (fondamentale che ogni riunione abbia una meeting manager designata). un paletto efficace quanto sgradito, ma è proprio quello il punto, è organizzare riunioni in piedi, come disincentivo a tirarle per le lunghe.

naturalmente questo prevede che i team con cui lavori siano dotati di sistemi gestionali di comunicazione e pianificazione di gruppo (project management con appointment e calendari condivisi, chat di gruppo per sostituire la mail, tool di conference call per evitare riunioni fisiche)

inoltre, per poter lavorare senza interruzioni non pianificate sono necessarie condizioni di lavoro adatte: un ragionevole silenzio – anche artificiale, grazie alle tecnologie di eliminazione del rumore – e uno spazio in cui non siamo disturbati, grazie ai paletti di cui sopra.

per fare un esempio, una giornata potrebbe essere costruita in slot di mezze ore in cui si lavora in concentrazione, alternati da slot di 15′ in cui si legge e risponde alla mail, slot in cui si fanno telefonate della durata massima di 10′, slot dedicati a riunioni o confcall operative della durata massima di 20′, slot di 10′ dedicati alle singole persone, evitando che ciascuna di queste attività si sovrapponga a un’altra.

le eccezioni devono essere comunicate e sottolineate come tali, per non diventare la norma. devi fargliele pesare, insomma. anche se tra colleghi spesso la colpevolizzazione non ha alcun effetto, perché c’è la nozione, errata o furbetta, che qualunque deviazione dalle best practice sia per il bene supremo dell’azienda. (è quasi sempre per pigrizia o incapacità)

i paletti devono essere equi ma fermi, come nel caso di un noto manager che alloca a ogni collega e ai suoi progetti un monte ore settimanale: quando il collega lo ha esaurito, deve aspettare il lunedì successivo per potergli parlare.

riunioni in piedi e monte ore individuale sono misure eccessive? può darsi, ma non è eccessivo lavorare male per troppe interruzioni, e sacrificare il tempo privato abbassando la produttività sul lavoro e la qualità della propria vita?

le riunioni in piedi sono impopolari, ma lavorare male no?

I’m old enough to remember when people just presumed that as China opened the door to trade and popular culture it would slowly turn into the west. But it has its own self-confidence, and it’s such a big market that it can demand and get global companies to conform to its own sensitivities, certainly locally and increasingly outside China as well”
(Benedict Evans)

L’obiettivo della Cina è sempre stata la riannessione di Hong Kong e Taiwan, le cui parziali indipendenze la Cina ha sempre accettato obtorto collo. Ora che è forse la prima potenza mondiale, la Cina torna con decisione su questi obiettivi, localmente con l’autorità e probabilmente la violenza, all’estero con la leva delle sanzioni, come dimostrano i ricatti a NBA e Apple delle ultime settimane.

Sul Tibet neanche a parlarne: è strategico per il controllo militare dell’Himalaya e nel giro di qualche generazione sarà quasi completamente cinesizzato, e lo stesso vale per lo Xinjiang dell’etnia islamica uigura.

Tutto ciò però è possibile perché è fatto con il pieno appoggio della grande maggioranza del popolo cinese e, attenzione, non solo per un’adesione forzata a un regime autoritario se non dittatoriale, ma perché un popolo unito in un territorio unito con un’economia dominante e un esercito potente che controlli terra, cieli e mari è da sempre l’obiettivo del socialismo con caratteristiche cinesi, ed è un obiettivo che è stato interiorizzato dal popolo cinese, che sente il fascino del nazionalismo come tutti i popoli.

L’idea che l’economia di mercato trasformi le società e con un colpo di bacchetta magica vi porti un’ideologia capitalista occidentale necessariamente legata alla libertà di espressione è tipica di chi conosce solo il capitalismo occidentale e lo ritiene l’unico esistente: non esiste una sola forma di capitalismo al mondo, così come non esiste una sola forma di socialismo, e così come non esiste una sola forma di democrazia. Poi uno (per esempio, io) può essere convinto che quella europea sia la più evoluta, ma questo non significa che debba per questo vincere sempre, o addirittura esistere per sempre.

senti ma tu ce l’hai già la newsletter del vanz?

nel senso che se sei qui probabilmente o mi conosci, oppure ti interessava per qualunque ragione qualcosa che ho scritto, quindi può esserti utile sapere che ogni settimana pubblico roba che potrebbe interessarti.

non qui, ché i blog son morti ecc ecc, ma sulla newsletter Polpette, che puoi leggere e a cui ti puoi iscrivere qui: https://vanz.substack.com/

essa newsletter è leggibile (grazie a Substack), è sostenibile, non impegna (troppo), ogni tanto ti fa delle pare sul futuro del lavoro, sul superamento del modello capitalista novecentesco e sull’emergenza del cambiamento climatico, ma raga, d’ora in poi il dibattito è su quello.

PERO’ ci sono dentro anche tante altre cose belle, giuro.

insomma, se ti va ti registri qui, senza impegno.

(la newsletter rientra dalla pausa estiva a settembre)

cosa sta succedendo nel cielo sopra le nostre teste

è una roba che per molti è pallosa (ok, comprensibile), per moltissimi poco interessante (e questo mi sorprende parecchio), ma sarebbe importante capirla. 

succede che, lo sappiamo, i gas emessi nell’atmosfera dalla rivoluzione industriale in poi si sono accumulati nell’atmosfera, trattenendovi il calore del sole (come in una serra). questo ha gradualmente reso l’aria più calda, in modo particolare ai poli. 

la bolla di calore formatasi sull’Artico si è espansa verso sud, andando a interferire con la corrente a getto (il jet stream) boreale, un flusso d’aria costante che serpeggia da ovest a est e funziona, tra le varie cose, da regolatore del meteo, trasportando le perturbazioni lungo il loro flusso.

il calore che scende dall’artico disturba il jet stream amplificandone o rallentandone le anse, tanto da fargli prendere la forma di un’onda, detta onda di Rossby. i picchi di questa onda sono sempre più frequenti ed estesi, mentre in altri momenti tendono ad annullarsi.

l’energia immessa nel sistema dal riscaldamento dell’aria contribuisce a rendere le temperature sempre più estreme e i fenomeni meteo sempre più violenti, la frequenza delle onde del jet stream trasporta queste perturbazioni in modo sempre più rapido, improvviso, imprevedibile.

il picco dell’onda si porta dietro le temperature fredde quando scende da nord verso sud, quelle calde quando sale da sud verso nord, oppure tiene una situazione meteo (per esempio una siccità) ferma molto più a lungo che in passato.

cosa può accadere se la frequenza dell’onda del jet stream continua ad alterarsi?

per esempio che l’alternanza di fenomeni estremi acceleri ancora, rendendo il meteo violentissimo e continuamente mutevole e ingestibile. e questo è il male minore.

il rischio maggiore è che il jet stream si fermi, e di conseguenza si arresti la corrente del Golfo, che dipende dal jet stream. cosa succeda in quel caso nessuno lo sa, ma l’ultima volta che è accaduto è arrivata un’era glaciale e si poteva andare a piedi dalla Gran Bretagna all’Europa continentale.

non è chiaro in quali altri modi fondamentali il jet stream sia necessario per la vita umana, ma sono probabilmente molti.

https://www.nbcnews.com/mach/science/strange-wavy-jet-stream-blasting-europe-heat-scientists-say-could-ncna1024826

la cosa la spiegano meglio qui NBC news e qui The Independent.

per chi capisce il linguaggio della scienza, qui c’è lo studio che ha suonato l’allarme.

come tradurre automaticamente in italiano la pagina di un sito, con un solo click, grazie a Google Translate

poiché c’è gente che mi dice eh ma posti solo roba in inglese, si vedere che pur non essendo una cosa nuova, molti non sanno che Google Translate permette di tradurre automaticamente le pagine web con un click, addirittura mantenendone l’impianto grafico originale (non sempre).

per farlo basta installare l’estensione Google Translate sul browser

Google Translate per Chrome o Brave
Google Translate per Firefox
Google Translate per Opera

ecco gli step per farlo:

1. vai sui click qui sopra e installi l’estensione

2. a destra della barra degli indirizzi ti comparirà l’icona blé di Translate.
cliccala e clicca su Extension options per impostare le preferenze dell’estensione (cioè la lingua in cui vuoi tradurre)

3. vai su un articolo in lingua, clicca col tasto destro su una parte vuota della pagina, seleziona Traduci in Italiano

4. enjoy la pagina tradotta, in modo a volte imperfetto ma spesso efficace

Corsi

 

 

 

1.

La produttività con Internet
Strumenti, processi, tecniche e tattiche per migliorare e velocizzare il proprio lavoro attraverso i tool disponibili gratuitamente su Internet.

Gli strumenti di Google per la produttività quotidiana (docs, excel, powerpoint)
Storage e backup: gestire e condividere i propri file in sicurezza
I migliori strumenti per e-mail, social media, presentazioni
Statistiche, analytics, analisi del mercato
Impaginare e fare grafica senza competenze specifiche
La ricerca avanzata (immagini, testi, suoni)
Copyright, public domain, creative commons: trovare contenuti gratuiti
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E-mail marketing e newsletter
La mail è ancora l’arma più potente. Corso pratico su come scrivere, impaginare, spedire e promuovere una newsletter, e come verificarne le performance.

Mailchimp e tinyletter: le piattaforme di base
Cenni di scrittura nell’email marketing
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Il test A/B: verificare l’efficacia di formati alternativi
Leggere le statistiche per migliorare il contenuto
Promuovere una newsletter sui social media

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3.

Social media marketing: promuovere il prodotto dove sono le persone
Essere sui social media è fondamentale (e gratis), ma emergere è difficile. Strategie, pratiche e strumenti per sfruttare al massimo il grande palcoscenico dei social media.

Cosa sono i social media
Basi fondamentali: la strategia, i target e gli obiettivi
I formati migliori, i contenuti più utili, le piattaforme più usate (Facebook, Instagram)
Aprire un profilo, creare una Pagina Business
Google for business: hai il controllo di come appari nelle search?
Scrivere per i social media
Le immagini sono fondamentali: come e dove
Il video: streaming e Storie
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4.

Google e Facebook: gli strumenti del marketing digitale
Conoscere, gestire, sfruttare al meglio i due grandi ambienti di comunicazione nel marketing digitale di oggi

Gli strumenti di Google per la produttività
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La ricerca avanzata (immagini, testi, suoni e molto altro)
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Facebook è la nuova Internet? Cosa sono i social media
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5.
Entrare in Rete senza paure: da Google ai social
Primi passi (guidati) nel Web e sui social media

Cos’è Internet e cosa sono i social media
Serve una strategia, degli obiettivi, dei target
Google for business: hai il controllo di come appari nelle search?
Scegliere un dominio, acquistare uno spazio, creare un sito con strumenti gratuiti
Scrivere su internet: dove, cosa, come
Come creare un profilo personale e una Pagina business sui social media
Il SEO: scrivere per i motori di ricerca
Analytics: verificare chi mi viene a leggere e perché
Vendere direttamente in Rete: e-commerce e Facebook marketplace

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6.

Da Online a Offline (e viceversa)
Strategie di conquista del cliente fisico negli ambienti digitali

Web marketing: basi, piattaforme, strumenti, strategie
Social media marketing: basi, piattaforme, strumenti, strategie
Creare un marketplace online
Storytelling: raccontare il prodotto vendere un’esperienza
Strategie di acquisizione del lettore/cliente
Promozione, SEO, e-mail: promuovere l’offerta
Il marketing di prossimità: comunicare a chi mi è vicino
Le offerte on-offline: coupon, scontistica, last minute
Gli eventi: crearli, comunicarli, raccontarli
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7.

Content marketing e Storytelling
Digital marketing è scrivere per le persone vere, raccontando esperienze reali, in un ambiente digitale

Obiettivi, target, Strategia: a chi scrivo, come lo scrivo, per ottenere cosa
Scegliere gli ambienti: dal sito alla newsletter, dalla Pagina Facebook a Instagram
Il tono, la voce, la personalità: comunicare un’identità
Storytelling: raccontare con voce umana
Il reportage di un evento attraverso post, immagini, video
Il marketing esperienziale: il prodotto è prima di tutto un’esperienza
Il SEO: scrivere per i motori di ricerca
Il video: streaming e Storie
ADS e newsletter: perché promuovere i contenuti
Analytics: verificare chi mi viene a leggere e perché

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8.

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Usare social media, web marketing e contenuti multimediali per raccontare l’esperienza, conquistare il cliente, fidelizzare il ritorno. Hotel, agriturismi, ristoranti, agenzie, Tour Operator.

Obiettivi, target, Strategia: a chi scrivo, come lo scrivo, per ottenere cosa
Scegliere gli ambienti: dal sito alla newsletter, dalla Pagina Facebook a Instagram
Il tono, la voce, la personalità: comunicare un’identità
Storytelling: raccontare un’esperienza emozionale
Il reportage di un viaggio attraverso post, immagini, video
Il video: streaming e Storie
ADS e newsletter
Come e perché promuovere i contenuti su facebook e Instagram
La conversione online/offline: da lettore online a cliente
Strategie di fidelizzazione digitale e fisica del cliente
Analytics: verificare le performance dei contenuti
Tripadvisor: gestire le recensioni, il dissenso e le crisi