6 cose che ho capito non mangiando carne

quelli che seguono sono i pregi che ho sperimentato io in cinque mesi senza carne (e pesce, salvo poche trasgressioni necessarie). ovviamente alcuni di questi sono soggettivi. l’intento non è di predicare, ma di informare sulla mia esperienza. poi finirò a predicare, già lo so.

 

costo della spesa
non è tanto il fatto che la verdura costa molto meno al chilo della carne (2-3 euro contro 15-30 euro), ma la resa. a parità di peso la verdura occupa molto più volume della carne, riempie di più, quindi se ne mangia, a peso, molta meno.
con una spesa di verdura di 8-10 euro al banchetto al mercato mangio da una settimana a dieci giorni, a volte anche due settimane grazie a un uso creativo degli avanzi (integrando pasta e uova, formaggi e burro bio, che cerco sempre di acquistare da animali allevati all’aperto). la mia stima di spesa giornaliera per il cibo oggi è tra i 2 e i 4 euro, prima era almeno il doppio.

 

praticità in cucina
con tre o quattro verdure base in frigo e un po’ di creatività o di pratica è possibile cucinare una varietà di piatti impressionante. cipolle, zucchine, patate, cavoli e broccoli, melanzane, persino il pomodoro, hanno una versatilità notevole, soprattutto se combinati. la cucina indiana insegna che le verdure consentono più cotture della carne. le verdure permettono anche di riciclare meglio gli avanzi. la verdura locale dura più di quella del supermercato, e molto più della carne.

 

nutrizione
sappiamo che alcuni tipi di carne non sono affatto sani per l’organismo, a causa della presenza di grassi saturi che stimolano la produzione di colesterolo LDL da parte del fegato. con la possibile eccezione del pesce, della chiara d’uovo e delle carni bianche magre (non la coscia del pollo per intenderci, ma il petto del tacchino) le carni stimolano la produzione di colesterolo LDL, le verdure no. e la soluzione non è acquistare cibi a ridotta quantità di grassi. non funziona così.

A varied diet that emphasizes plants, fish, legumes, whole grains, and fruits is significantly better at lowering problematic cholesterol than a more conventional diet of prepared foods equally low in saturated fats and cholesterol.

sono ovvietà ma per capirci: il filetto di manzo non è “magro”, la maggior parte dei tagli di carni bianche non sono “magri”, la mozzarella (come quasi tutti i latticini) non è affatto magra, la coscia di pollo e il tuorlo d’uovo non sono magri. è tutta roba che stimola il fegato a produrre colesterolo LDL. che non c’è bisogno che spieghi cosa fa.

riguardo ai grassi usati abitualmente per cucinare, il burro contiene un 51% di grassi saturi e un 21% di monoinsaturi (proteine quasi niente), mentre l’olio d’oliva contiene tra un 7,5 e un 20% di saturi contro un 55-83% di monoinsaturi, e un 3,5-21% di polinsaturi.
i monoinsaturi e polinsaturi riducono la produzione di colesterolo LDL nel fegato, i saturi la favoriscono.

tutto cio è detto molto brutalmente, orrendamente semplificato e, immagino, nei dettagli scientificamente contestabile in una varietà di modi.

dopo decenni che ci hanno detto che le proteine animali erano necessarie per una corretta nutrizione, oggi quasi tutte le organizzazioni che si occupano di nutrizione affermano che non solo è possibile, ma è più sano nutrirsi di proteine vegetali, variando la dieta e combinando verdure diverse.

volendo limitare le proteine animali, la chiara d’uovo è la fonte più sana di proteine. io il tuorlo lo butto (anzi lo congelo e mia mamma ci fa le torte, che si mangia lei).

 

riduzione del peso
al di là dell’innegabile vantaggio di non consumare grassi animali (che insieme agli zuccheri e ai grassi vegetali idrogenati sono i principali responsabili dell’obesità), la dieta vegetariana consente di consumare meno, in peso e in calorie, della dieta animale. come sopra: a parità di peso la verdura occupa molto più volume della carne, riempie di più, quindi se ne mangia, a peso, molta meno. i grassi impiegati sono principalmente vegetali insaturi (olio d’oliva, brodo vegetale). ovvio che il tipo di cottura ha un bell’impatto sulla dieta, ma le verdure sono generalmente cucinate con cotture più sane (grigliate, al vapore, stufate, oppure crude). chiaro che se uno vive di parmigiane, umidi, fritti e sformati di verdura, vabbè.

nei primi due mesi senza carne (e facendo esercizio fisico) ho perso una decina di chili: meno appetito, meno grassi, digeribilità del cibo molto migliore (la carne è indigesta, ho scoperto). un’altra cosa che succede smettendo di mangiare carne è rendersi conto dopo qualche tempo che la carne cruda puzza di cadavere. letteralmente di morto. il pollo, poi, non avete idea.

è anche utile parlare con qualcuno che abbia lavorato in un macello. non tanto riguardo al trattamento degli animali – che quello vabbè, si sa – ma riguardo allo stato di conservazione e di igiene della carne che viene messa in commercio. io ho un amico che ha fatto quel mestiere: ci sono cose che probabilmente non volete sapere, quindi non ve le dico.

 

ambiente (ed etica)
qui la questione non è nutrizionale ma riguarda la sensibilità individuale su cosa è giusto e cosa è morale, quindi del tutto soggettiva. l’allevamento è una delle prime due cause di emissioni di gas serra sul pianeta. se ci aggiungiamo il trasporto delle carni e la loro lavorazione, possiamo ragionevolmente affermare che se la maggior parte della popolazione del mondo fosse vegetariana (il 30-40% degli indiani lo è, contro un 3-6% del mondo occidentale) molti dei nostri problemi con le emissioni di CO2 e altri gas serra sarebbero fortemente ridotti. ci sarebbe da affrontare il problema dell’incremento di coltivazione necessario per far fronte ai bisogni, ma lì la riconversione e le tecnologie sarebbero di grande aiuto.

c’è poi un discorso più ampio sulla biodiversità e sul numero di specie (soprattutto marine, ma non solo) che stiamo facendo estinguere per soddisfare i nostri bisogni alimentari, ma è lungo e noioso.

sul piano etico non so che dire se non il mio punto di vista: la tendenza attuale del genere umano a considerare che tutte le risorse del pianeta siano a sua disposizione senza nemmeno un piano per rinnovare quelle che sarebbero rinnovabili avrà un posto sul podio della vergogna nei libri di storia futuri insieme ai danni provocati dalle guerre e alla crudeltà dei regimi totalitari. il nostro uso della tecnologia ci ha resi molto efficienti nel consumare risorse, per niente a rigenerarle.

ma anche: decidere che le altre specie animali sono inferiori (rispetto a criteri che sono solo umani) è diverso dal decidere che possiamo fare di loro ciò che ci pare. decidere che possiamo fare di loro ciò che ci pare è diverso dall’arrogarci il diritto di decretare la morte e la sofferenza di specie che soffrono quanto noi. mi pare che abbiamo sufficiente esperienza con ideologie che hanno tracciato arbitrariamente la differenza tra specie e razze inferiori e superiori, per rendercene conto. come in tutte le cose, avere la capacità tecnica di fare qualcosa non significa che sia etico farlo, così come la capacità di costruire un missile nucleare non è eticamente uguale a lanciarlo.

per maggiori informazioni su come faccio la spesa io, dovesse mai fregartene qualcosa, ecco qui.

 

Vegetables, by mhaller1979

2 commenti su “6 cose che ho capito non mangiando carne”

  1. Da 6 anni ho fatto questa scelta, per motivi soprattutto ambientali (-sti). Volevo aggiungere, al riguardo, il fatto che se i cereali e la soia cresciuti per far mangiare le vacche, i maiali ecc fossero usati per gli umani, di cibo molto probabilmente ce ne sarebbe in abbondanza per tutti.
    Sui 10kg in meno, purtroppo, non ce l’ho fatta.

  2. vero. e se non fossero usati per i biocarburanti, anche.
    il perdere perso con l’alimentazione è un discorso complesso. io perdo peso rapidamente e in questo sono fortunato. certo, corro anche parecchio.
    su quel punto mi sa che l’unica è affidarsi a un nutrizionista per una dieta bilanciata e personalizzata.

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