Perché ho comprato una Fujifilm X30

Sono tanti anni che fotografo. È sempre stata una passione intima e silente, nel senso che mi diverto a farlo quasi sempre da solo, ma ormai raramente pubblico le foto che faccio. Non perché le mie foto non mi piacciano – anzi mi piacciono troppo: come quasi tutti non ho un criterio critico obiettivo – ma restano mediamente una cosa mia.

Fatto sta che ho avuto parecchie fotocamere sia digitali che a pellicola, a partire da una prima, fantastica Lubitel della Lomo che ho ancora, e da cui ho imparato parecchio. Certo meno che dalla prima reflex, una Fujica ST605N che ho usato molto più a lungo, in età più adulta.

Questo per dire che ho abbastanza chiaro cosa cerco quando devo scegliere una fotocamera, e per spiegare i criteri che ho applicato nella scelta della mia nuova Fujifilm X30, che magari possono essere utili ad altri. In effetti mi è capitato spesso che amici mi chiedessero “che macchina comprare”, che messa così è una domanda senza risposta.

Ci sono alcuni macro-criteri che secondo me orientano la scelta, o almeno la scrematura iniziale del fotoamatore, che sia o meno esperto. In ordine di priorità i miei sono – come per quasi tutti – il prezzo, seguìto dalla sensazione che dà la macchina in mano (chiamiamola maneggiabilità?) e dalla compattezza. Ho una reflex (una EOS 550D) che amo molto ma è diventata troppo ingombrante da portarmi dietro, e so che d’ora in poi acquisterò solo compatte che possano starmi in tasca o al massimo in una custodia che possa indossare, per esempio alla cintura. Dopo tanti anni non voglio più girare con tracolle strozzacollo in vita mia. (A questo proposito, uso con soddisfazione una comoda polsiera elastica che si sfila rapidamente, non si attorciglia e non ingombra la spalla).

Nei miei criteri prioritari di scelta di una fotocamera seguono caratteristiche tecniche come mirino ottico, luminosità dell’ottica, funzioni evolute della fotocamera e dimensioni del sensore; e nota bene: quello che molti che si fanno guidare dalle prestazioni considerano il criterio principale (le dimensioni del sensore, i megapixel) è solo al sesto posto nella mia classifica. Perché io non devo stampare e non faccio shooting di moda: le foto le pubblico su Instagram o Flickr, e 40 megapixel non mi servono a niente.

Ultimo criterio di scelta, ma non secondario, l’estetica.

E qui cominciamo a capire qual è la mia fotocamera ideale (attenzione, ognuno deve scoprire la sua: sto illustrando un percorso di scelta razionale).

La mia è una compatta, che sia facilmente trasportabile ma non da taschino perché voglio impugnarla con soddisfazione. Ha un’ottica zoom fissa (non ho mai più intenzione di portarmi dietro una borsa con gli obiettivi) ragionevolmente estesa ma non necessariamente estesissima: rinuncio volentieri al tele per un grandangolo generoso. Ha un’apertura idealmente fissa di almeno f:2, meglio f:1,8, e nel caso non sia fissa, accetto al massimo un f:2,8 a estensione massima dello zoom, perché la luminosità è quasi tutto.

Deve avere un mirino ottico perché l’esperienza fotografica per me passa attraverso l’accostare l’occhio a un mirino nel quale ho tutte le informazioni possibili sulla foto che sto scattando. Come in una reflex.

Deve inoltre avere delle funzioni evolute di gestione dell’immagine che mi permettano di fare cose da reflex come il bracketing, la doppia esposizione e, ultimi arrivati, i filtri in stile Instagram applicati direttamente alla foto e visibili nel mirino. Perché non ho più voglia di fare ore di postproduzione: voglio postare subito, al volo. per questa ragione, deve avere il WiFi ed essere associabile allo smartphone per pubblicare in tempo reale, che è parte importante del mio lavoro.

Deve, inoltre, avere un’estetica che ricorda una reflex vera. Per questioni affettive, psicologiche e motivazionali.

Insomma, mi serve una reflex che – pur con compromessi – stia in una compatta, con mirino ottico, più funzioni di scatto possibile, filtri, e uno zoom luminoso e che non costi più di 4-500€.

Per questo ho volentieri accettato compromessi sulle feature tecniche – come dicevo non sono un fan delle prestazioni estreme – e ho scelto una Fujifilm X30, che ha un fantastico mirino ottico accoppiato a un sensore di qualità, pur con dimensioni piuttosto ridotte (2/3, 12 megapixel).

La sensazione di scattare con l’occhio al mirino, di tenere una vera “macchina fotografica” in mano, e le funzioni che mi consentono di scattare con diverse simulazioni di pellicole classiche, di applicare filtri tramite l’anello sull’obiettivo e di fare upload in tempo reale via smartphone, sono quello a cui tengo. Rinuncio volentieri a foto in RAW da 50 Mb per fare al volo scatti di street photography contrastata e definita da postare su Instagram, che è quello che mi diverte. Il tutto con una macchinetta ragionevolmente piccola e leggera, con un’estetica retro accattivante, menu comprensibili e una quantità di funzioni che non ti aspetti da una compatta.

Questa è la mia macchina, ciascuno deve trovare la sua.

 

Fujifilm X30

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