Come vedere Amazon Prime Video sul televisore di casa con Chromecast

Amazon ha investito molto sulla produzione di contenuti video: Prime Video, l’offerta di serie TV e di film in streaming disponibili gratuitamente a chiunque abbia sottoscritto Amazon Prime, è davvero interessante. (Amazon Prime è il servizio di consegna gratuita al costo di 20€/anno).

Purtroppo, per scelte distributive (il lock-in su piattaforme e device che Amazon vuole controllare) queste serie e film sono visibili quasi esclusivamente tramite le app per smartphone e tablet – anche se alcune smart TV recenti hanno l’app Amazon Prime. Per poterle guardare sul televisore di casa solitamente è necessario acquistare un Fire Stick, il media player proprietario di Amazon. Che non è distribuito in Italia. Doh.

C’è però un modo di vedere i contenuti Prime Video sul TV se si ha una Chromecast, device piuttosto diffuso in Italia. Per farlo è sufficiente installare sul proprio smartphone/tablet Android l’app di Prime video, poi andare su Google Home e cliccare su “Trasmetti schermo e audio“, scegliendo di trasmetterli sulla Chromecast (naturalmente già connessa alla stessa rete wi-fi a cui è collegato lo smartphone).

 

 

Inaspettatamente non c’è lag di audio o video: si vede e sente tutto benissimo, compresi i sottotitoli. C’è però un inconveniente: se il display dello smartphone va in standby, la connessione salta. Il display deve sempre restare acceso.

Per ovviare all’inconveniente senza dover modificare tutte le volte le impostazioni di Android, io ho installato Tasker, un softwarino leggero e potente, sul quale è possibile impostare regole basate sulle azioni che è possibile eseguire in Android e sulle app installate.

Impostando una semplice regola (detta “profilo“) che dice “quando faccio partire Prime Video, tieni acceso il display per il tempo che ti dico“, ogni volta che inizio un episodio su Amazon Prime, Tasker mi tiene il display acceso per 4 ore. Ovviamente con lo smartphone collegato all’alimentatore, se no ciao.

 

Buone ragioni per andare alla Molo Street Parade e cose da fare quando sei là

Beh, la Molo Street Parade è un affare strano, perché pensi che sia un concerto e la affronti come tale, però quando ci arrivi scopri che non è un evento ma un processo, un nastro di possibilità che costringe a esplorazioni e scelte, come quando vai al bar e c’è la vetrina dei cornetti che non sai mai se dentro c’è la marmellata o la Nutella.

In un un serpentone di DJ set suonati a bordo di 12 pescherecci lungo un chilometro di porto c’è sempre qualcosa che – lo senti – sta succedendo da un’altra parte, il che all’inizio ti spiazza e ti costringe a spostarti continuamente da una barca all’altra. Presto sei sudato come un russo e capisci che non è la strategia migliore. Poi a un certo punto intuisci più o meno la zona in cui ti piace stare e diventi stanziale – anche perché dalle 22 in poi la ressa è tale che scordati di poter andare da qualunque parte.

Ma la Molo non è solo stare davanti a una barca a ballare, ci sono un sacco di altre cose che si possono fare, soprattutto se ci vai presto e la vivi come un’intera giornata invece che solo una serata.

Per esempio ti può capitare di girare nel piazzale del porto molto presto nel pomeriggio, quando i tecnici montano e provano i sound system e i baristi preparano i chioschi. Lì, oltre all’incognita di improvvise bordate di pura violenza sonora che ti fanno la riga ai capelli, può capitarti di fare quattro chiacchiere con la gente che lavora, il che è sempre interessante. E si sa che dove c’è gente che lavora è pieno di umarelli in bicicletta che guardano e fanno commenti. Anche con loro c’è sempre da far chiacchiere, e non si fanno certo pregare per raccontarti le robe dei loro tempi.

Però puoi anche prendertela comoda e sederti sulla spiaggia libera – o sederti al bar del porto a prendere un aperitivo – ascoltando in sottofondo la musica di intrattenimento che le barche suonano nel tardo pomeriggio. Oppure fare la cosa più classica del porto di Rimini: l’aperitivo con la posta del sol al Rock Island.

Poi la Ruota, naturalmente. Che non sarà l’idea originale del decennio, ma ha rappresentato da subito un punto di riferimento fondamentale nella skyline bassa e uniforme di Marina Centro. Almeno una volta, lo sanno tutti, un giro sulla ruota va fatto, e la Molo Street Parade è una delle migliori occasioni per farlo. Consigliato il tramonto per romanticismo, o il momento di massima affluenza (dalle 22 in poi) per godere della vista dall’alto dei serpentoni di gente che si allungano sul lungomare e su via Destra del Porto.

Ovviamente mangiare la piadina con i sardoni, che senza godi solo a metà? Anche solo per vedere quelle decine di metri di griglie sfrigolanti e il fumo unto e azzurrino di cottura del pesce azzurro che si alza lentamente nella luce del tramonto, che sembra di stare in Apocalypse Now, e il tutto evoca un girone dantesco. Hell’s Kitchen.

Cuoche e pescatori, poi, sono un concentrato di romagnolità che vale da solo il viaggio. Soprattutto in quell’oretta prima di cena in cui i pescatori scaldano le griglie, preparano i sardoni, bevono vino, e le azdore cuociono le piade e preparano i contorni e i piatti, e si sfottono a vicenda in romagnolo stretto da una parte all’altra della strada.

I tecnici del suono e i paraphernalia del live. I palchi, le console, i macbook, le tastiere e i mixer, le strutture per le luci, gli impianti del CO2 per i fumi, tutta l’attrezzatura tecnologica e meccanica dei DJ set che viene issata a bordo, montata e provata a due metri da te per la gioia degli umarelli e dei fan di Come è fatto.

I volontari delle ambulanze, che sono presenti ma non li noti mai, che sono pronti a qualunque evenienza però sperano di non dover fare niente per tutta la sera. Ma ci sono, stanno in piedi in un angolo e stanno sobri per noi.

Ma anche i DJ, le star della serata che alla fine sono quelli che fanno ballare, la ragione originale per cui siamo qui, che mettono in prima linea la loro professionalità e spesso aprono per altri più famosi, sotto al sole, coi display in piena luce e in condizioni di lavoro decisamente non ottimali.

Ma soprattutto, perdonate la nota sentimentale, tutti voi e tutti noi, a chi viene per ballare e a chi viene per baciarsi, a chi capita quasi per caso con la famiglia o gli amici al pomeriggio per fare un giro in bici sulla ciclabile, poi finisce per fermarsi a cenare a piada e sardoni e sedersi sul muretto a bere birra e godersi il tramonto e finisce a ballare fino all’una di notte, e torna a casa stanco, sudato e forse un po’ più felice.

A chi fa tutto questo e sta sereno.

 

Stai sereno alla Molo Street Parade

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La Molo Street Parade è al Porto di Rimini, sabato 28 giugno, dalle 18 all’1.

 

La guida alla depilazione maschile del vanz

Un classico ora ripubblicato su Slideshare:

Perché depilarsi: 6 buone ragioni

1. Si suda meno, quindi si puzza meno (sì, uomini: puzziamo).

2. Ci si sente più freschi, più puliti, persino più tonici.

3. La prima volta che ci si strofina addosso al(la) partner, essa/o dice “oh, però!”.

4. Sesso e autoerotismo migliorano. Purtroppo il maschietto italiano eterosessuale medio tende a preoccuparsi un po’ poco del piacere tattile della propria partner sessuale. E probabilmente anche del proprio.

5. Riducendo l’attrito, la depilazione favorisce la pratica di diversi sport e il massaggio. Non a caso è di rigore nel ciclismo e nel nuoto.

6. E’ un gioco che se fatto insieme al/la partner alimenta le fantasie e garantisce ore di allegro divertimento a sfondo sessuale (inoltre, per alcune parti del corpo fa comodo avere un aiuto).

 

Leggi tutta la guida alla depilazione maschile del vanz su Slideshare.

 

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