acquistare il servizio inesistente

oggi ho visto questa cosa qui al supermercato. appartiene alla categoria delle cosiddette monoporzioni, cioè prodotti confezionati per rispondere alle esigenze di consumo di una persona sola. questo in teoria, ma in realtà questa confezione contenente 6 fette di melanzana già tagliate rappresenta molto di più.

l’idea alla base della monoporzione è di non sprecare cibo, quindi evitare uno spreco alimentare, economico e ambientale. Conad e le altre catene di distribuzione interpretano questa visione incartandoti mezza melanzana in una confezione di polistirolo e pellicola in plastica (che non dovresti smaltire se acquistassi l’ortaggio) e mettendotela al doppio del prezzo della melanzana intera. c’è qualcosa che non va nel ragionamento?
sì, ma non è tutto qui.

Conad la melanzana te la taglia anche a fette, in modo che tu non debba affrontare lo sforzo (mentale, suppongo) della complessa operazione di affettare una mezza melanzana. e qui è interessante perché entra in gioco una questione psicologica: avendo appurato che non c’è vantaggio economico né ambientale, qual è il vantaggio percepito di acquistare una melanzana già tagliata? qual è la motivazione del consumatore che la compra e la paga quattro euro al chilo? quale spiegazione razionale dell’acquisto dà a sé stesso?

non può essere la comodità né la scarsità di tempo: fare sei fette da un centimetro di melanzana richiede più o meno 10 secondi, 20 se sei scarso col coltello, e il processo di cuocere una melanzana alla griglia è cognitivamente molto più complesso e richiede molto più tempo di quello di affettarla: a quel punto la compri già grigliata. non voglio sapere quanto possa costare mezza melanzana grigliata al chilo, ma almeno lì eviti una lavorazione reale (la cottura), di cui non sei costretto ad acquisire il know how. ma tagliarla? non è una questione di tempo e comodità, quindi non è pigrizia.

il vero vantaggio di chi compra una melanzana già affettata è la percezione di un servizio inesistente; o se esistente, inutile. la società dei consumi ha la tendenza a ampliare e diversificare continuamente la gamma dei prodotti che offre, cercando continuamente nuove nicchie. lo scopo non è più solo di vendere un prodotto a chi lo cerca, ma in qualche modo di trasmutare la melanzana per renderla interessante e nuova a chi non è sicuro di volerla. uno dei modi di resuscitare un prodotto e renderlo diverso è di aggiungervi un servizio, maggiorandone il costo. l’assistenza per il computer, la rateazione per il cellulare, la cottura per il cibo: da qui, il taglio per la melanzana.

solo che il taglio della melanzana, come abbiamo visto, è un servizio inutile, quindi un servizio inesistente per il consumatore: è la vaga percezione di un servizio. e qui sta la perversione di cui diviene complice l’acquirente: la progettazione del servizio inesistente.

non voglio una melanzana tagliata perché non so tagliarla, la voglio tagliata perché è PIU’ di una melanzana non tagliata (infatti costa di più, il che da un lato conferma la mia corretta percezione di aver acquistato un pacchetto comprendente prodotto + servizio, dall’altro esprime la mia capacità di spesa come consumatore).

non importa se il servizio applicato al prodotto non è utile, non me lo chiedo nemmeno perché non ho il tempo di starci a pensare (“sono impegnato, ho cose più importanti da fare”): mi basta la rapida scarica di gratificazione chimica che avviene nel mio cervello quando in una frazione di secondo riconosco a vista, istintivamente, forse persino inconsciamente, un prodotto che mi dà di più, ma soprattutto mi riconosce il fatto di essere una persona esigente, che merita una nicchia di mercato a sé, con poco tempo perché molto impegnata, una persona di valore. (se i miei 10 secondi di taglio della melanzana valgono più della differenza tra 2 e 4 euro al chilo vuol dire che il mio tempo vale molto, e di conseguenza che io valgo molto).

il prodotto monoporzione prelavorato non è indice di semplice pigrizia, e sarebbe un errore liquidarlo così. in realtà risponde a diversi bisogni, che saranno anche indotti ma sono molto complessi e, mi si perdoni il termine, evoluti.

riconosce e rispetta il mio valore come persona molto occupata.
esprime il mio status di acquirente benestante e contemporaneamente il fatto che non do molto peso al denaro.
mi consente di smaltirlo correttamente perché ho una coscienza ambientalista, cosa che i miei vicini possono ben verificare da come faccio la raccolta differenziata.
con la sua essenziale postmodernità da terziario iperavanzato rappresenta la mia modernità da cittadino del terziario iperavanzato, dove il bene non è più il prodotto ma il servizio, dove il prodotto tende a scomparire per lasciare posto al servizio immateriale.
un giorno forse potrò acquistare una confezione vuota con scritto “tagli di melanzana” e riderne con gli amici, congratulandoci implicitamente per la raffinata ironia che ci rende simili e culturalmente superiori.

tutto ciò è molto sbagliato, e non solo moralmente.
tutto ciò rasenta la perversione.
tutto ciò, se continua ad essere applicato a tutto, anche su grande scala, ci ucciderà.

 

7 thoughts on “acquistare il servizio inesistente

  1. Ho due cose da dire: una è che conosco persone che le comprano, l’altra è che sei fette di melanzana sono meno di una melanzana intera, se sono grandi uguali (come sembra) sono meglio di una melanzana intera perché si cuoceranno in maniera omogenea e quindi dovrò prestare meno attenzione durante la cottura, inoltre non avrò avanzi di taglio difficili da cuocere (il culo della melanzana per noi scurrili). Corollario: io sono d’accordo che bisognerebbe essere più consapevoli e meno pigri (soprattutto mentalmente), io sono la prima che compra biologico o a km zero e che si prende la briga di organizzare e cucinare sempre quando possibile; detto ciò, una vaschetta di fette di melanzana mi sembra piuttosto pretestuosa.

  2. @roi è pretestuosa sì, il pretesto di svelare cosa c’è dietro, quali meccanismi coinvolge, qua riesce bene perché è molto evidente, ma vogliamo parlare dell’insalata in busta (per quanto mi riguarda uno dei mali dell’umanità moderna)?
    Siamo nell’epoca in cui il prodotto sparisce e rimane solo il servizio, ecco, anche nelle cose più impensabili.

  3. due cose che avrei potuto aggiungere al post, lo faccio qui:

    – il prestare attenzione durante la cottura è parte del ragionamento. non volevo allungare ulteriormente il pippone, ma c’è anche una questione di consapevolezza delle proprie azioni nel quotidiano, del prestare attenzione alle cose, del non scegliere sempre la strada più breve solo perchè è più breve. il concetto si applica a un sacco di scorciatoie che mettiamo in atto ogni giorno per fare meno fatica, pensare di meno, non perdere tempo in azioni apparentemente inutili.

    – una melanzana pretagliata la compri che è già ossidata (il processo chimico che scurisce i vegetali a contatto con l’ossigeno), quindi è meno buona.

  4. Perché la melanzana a fette risulti economicamente vantaggiosa, occorre che l’acquirente percepisca un salario di almeno € 2,00 per 10 secondi, ovvero:

    € 720,00 per ora
    € 115.200,00 per mese
    € 1.612.800,00 per anno

    Nel mio particolare caso, avendo il mercato sotto casa e il supermercato più lontano, queste cifre andrebbero moltiplicate almeno per 5.

  5. Dal pieno della mia FUFFA risponderei che in realtà per 37,5 CENTESIMI di euro, non state comprando il servizio di affettatura della melanzana ma UN SOGNO! Il sogno di non dover cercare nel cassetto un coltello da cucina decente, che se c’è sicuramente è da affilare, per poi tagliare la melanzana in fette che non saranno mai tutte uguali, e quindi una si brucerà e l’altra sarà cruda, una grande una piccola! Con una spesa ridicola (meno di mezzo caffè!) avrete fette di altissima qualità e caratura.. tutte uguali di spessore e diametro! Ognuna è il CUORE di una intera melanzana! Non vi resta che aprire la confezione e grigiarle a vostro piacere, gustarvele, senza dover poi pensare a lavare e riporre il coltello! Si.. questa cosa ci ucciderà tutti!!! (la cosa importane non è il prodotto, è come lo vendi… più il prodotto ti ricorda qualcosa di piacevole, più è facile venderlo. Ammettiamolo, la melanzana intera.. è un po bruttina!)

  6. mi piace il concetto di ‘servizio inesistente’; l’ho appreso da pochi secondi e già mi son venuti in mente altri episodi. Sul tuo esempio: una melanzana non tagliata non può essere confezionata nelle tradizionali vaschette basse che occupano poco spazio e che possono essere impilate. Che il problema sia quello?

  7. ma anche fosse, da dove viene la necessità iniziale di mettere la melanzana in vaschetta, visto che c’è il reparto ortofrutta?

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